Una meraviglia del Mondo
Il Colosseo, meraviglia del mondo
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Il Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio o semplicemente come Amphitheatrum, è un anfiteatro romano situato nel centro della città di Roma. Il nome "Colosseo", derivato dalla vicina statua del Colosso di Nerone, riadattata successivamente a Colosso del Dio Sole (Sol Invictus), si diffuse solo a partire dal medioevo.
In grado di contenere fino a 50.000 spettatori, il Colosseo è il più grande e importante anfiteatro romano, nonché il più imponente monumento della Roma antica che sia giunto fino a noi.
Nell'anno 1980 il Colosseo, così come tutto il centro storico di Roma, è stato inserito nella lista dei Patrimoni mondiali dell'umanità UNESCO. Nel 2007 il complesso è stato anche inserito fra le Sette meraviglie del mondo moderno nell'ambito di un concorso internazionale.
L'anfiteatro è stato edificato su un'area al limite orientale del Foro Romano. La sua costruzione iniziò nell'anno 72 sotto l'imperatore Vespasiano, della dinastia flavia. Nell'80 il figlio e successore di Vespasiano, Tito, aggiunse il terzo e quarto ordine di posti e inaugurò l'anfiteatro con cento giorni di giochi. Pochi anni dopo, il secondo figlio di Vespasiano, l'imperatore Domiziano, operò importanti modifiche, realizzando in particolare i sotterranei dell'arena. Ben presto l'edificio divenne simbolo della città imperiale.
Il Colosseo era usato in passato per accogliere spettacoli gladiatòri ed altre manifestazioni pubbliche, tra le quali spettacoli di caccia (venationes), rievocazioni di battaglie famose, drammi basati sulla mitologia classica ed anche esecuzione di condannati a morte.
Per l'inaugurazione dell'edificio, l'imperatore Tito istituì dei giochi che durarono complessivamente 100 giorni, durante i quali morirono circa 2.000 gladiatori e 9.000 animali. Per celebrare il trionfo di Traiano sui Daci combatterono nel Colosseo oltre 10.000 gladiatori.
Gli ultimi combattimenti tra gladiatori risalgono all'anno 437, ma l'anfiteatro fu ancora utilizzato per le venationes (uccisione di animali) fino al regno di Teodorico il Grande.
Non più in uso dopo il VI secolo, l'enorme struttura venne variamente riutilizzata nei secoli successivi divenendo anche una cava di materiale da costruzione.
Il Colosseo esprime con chiarezza le concezioni architettoniche e costruttive romane della prima età imperiale, basate rispettivamente sulla linea curva e avvolgente offerta dalla pianta ellittica e sulla complessità dei sistemi costruttivi.
La facciata esterna (alta fino a 48,50 metri) è in travertino e si articola in quattro ordini, secondo uno schema tipico di tutti gli edifici da spettacolo del mondo romano. I tre registri inferiori presentano 80 arcate numerate rette da pilastri ai quali si addossano semicolonne. Il quarto livello (attico) è invece costituito da una parete piena, ripartita da paraste in corrispondenza dei pilastri delle arcate ai livelli inferiori. Nei tratti di parete tra le lesene si aprono 40 piccole finestre quadrangolari, una ogni due riquadri, e immediatamente sopra il livello delle finestre vi sono collocate tre mensole sporgenti per ogni riquadro, nelle quali erano alloggiati i pali di legno che venivano utilizzati per aprire e chiudere il velarium, il telo di copertura che riparava gli spettatori.
Al secondo e terzo livello gli archi sono bordati da una parapetto continuo, in corrispondenza del quale le semicolonne presentano un dado come base.
Le semicolonne e le lesene dei quattro ordini hanno a partire dal basso capitelli tuscanici, ionici, corinzi e corinzi a foglie lisce.
Gli elementi base costituenti la struttura esterna del Colosseo erano in origine tenuti insieme con perni metallici. Dopo l'abbandono dell'edificio si cercarono questi elementi per fonderli e riutilizzarli, scavando quindi i blocchi in corrispondenza dei giunti. A questa attività si devono i numerosi fori ben visibili sulla facciata esterna.
All'interno, la càvea, con i gradini per i posti degli spettatori, era interamente in marmo e suddivisa, tramite praecinctiones o baltea (fasce divisorie in muratura), in cinque settori orizzontali (maeniana) riservati a categorie diverse di pubblico, il cui grado sociale decresceva con l'aumentare dell'altezza e quindi della distanza dall'arena.
Il settore inferiore, riservato ai senatori e alle loro famiglie, aveva gradini ampi e bassi che ospitavano seggi di legno (subsellia). Sulla balaustra del podio venivano iscritti i nomi dei senatori a cui i posti inferiori erano riservati.
Seguivano il maenianum primum, con una ventina di gradini di marmo, il maenianum secundum, suddiviso in imum (inferiore) e summum (superiore), ancora con circa sedici gradini in marmo, e infine il maenianum summum, con circa undici gradini lignei all'interno del portico colonnato che coronava la cavea (porticus in summa cavea). Sui gradini sotto il colonnato prendevano posto le donne, alle quali, da Augusto in poi, fu sempre vietato di mescolarsi ad altri spettatori.
Il posto peggiore era sul terrazzo sopra il colonnato, con soli posti in piedi, destinato ad ositare le classi infime della plebe.
Alle due estremità dell'asse minore dell'arena, preceduti esternamente da un avancorpo, si trovavano infine due palchi riservati agli alti personaggi: uno, a forma di "S", era destinato all'imperatore, ai consoli e alle vestali; l'altro al preafectus urbi e a altri dignitari.
Gli spettatori raggiungevano il loro posto entrando dalle arcate loro riservate. Ciascuna delle 74 arcate per il pubblico era contraddistinta da un numerale, inciso sulla chiave di volta, per consentire agli spettatori di raggiungere rapidamente e ordinatamente il proprio posto. Da qui si accedeva a scale incrociate che portavano a una serie simmetrica di corridoi anulari coperti a volta.
Dodici arcate erano riservate ai Senatori e immettevano in corridoi che raggiungevano l'anello più interno, attraverso il quale, salendo una breve scala, si raggiungeva il settore inferiore della cavea. Le altre arcate davano accesso alle numerose scale, a una o due rampe, che portavano ai settori superiori.
Il palco meridionale, che ospitava l'imperatore, aveva un accesso più diretto, attraverso un criptoportico che dava direttamente all'esterno.
L'arena ellittica (86x54 metri) presentava una pavimentazione parte in muratura e parte in tavolato legno, e veniva ricoperta da sabbia, costantemente pulita, per assorbire il sangue delle uccisioni. Era separata dalla cavea tramite un alto podium di circa 4 metri, decorato da nicchie e marmi e protetto da una balaustra bronzea.
Sotto l'arena erano collocati gli ambienti di servizio, articolati in un ampio passaggio centrale lungo l'asse maggiore e in dodici corridoi curvilinei disposti simmetricamente sui due lati. Qui si trovavano i montacarichi che permettevano di far salire nell'arena i macchinari o gli animali impiegati nei giochi.
Lungo l'asse maggiore, due ingressi monumentali con arcate davano direttamente nell'arena ed erano destinate all'ingresso dei protagonisti dei giochi (la pompa), gladiatori ed animali troppo pesanti per essere sollevati dai sotterranei.
"Taccia la barbara Menfi il prodigio delle piramidi, né il lavoro degli Assiri esalti più Babilonia; né siano celebrati gli effeminati Ioni per il tempio di Diana; l'altare dei molteplici corni faccia dimenticare Delo; né i Cari portino più alle stelle, con lodi sperticate, il Mausoleo proteso nel vuoto. Ogni opera cede dinanzi all'Anfiteatro dei Cesari, la fama parlerà ormai d'una sola opera al posto di tutte"
(Marziale, Liber de spectaculis, 1-7-8)
Ultimo aggiornamento (Sabato 29 Maggio 2010 08:53)






