Arte contemporanea e un super chef per la riapertura di Del Cambio, il ristorante più famoso di Torino

E’ rinato come l’araba fenice  il più storico, il più blasonato, il più celebre ristorante di Torino.
Del Cambio, fondato nel 1757,
è stato il ristorante preferito di Camillo Benso Conte di Cavour.

Il restauro ha regalato lo splendore originario alla parte antica, con la sala del Risorgimento e gli affreschi del 1875, i marmi di Prali, la foglia d’oro che ricopre le boiserie, i grandi specchi, i lampadari di cristallo e i tavoli e le sedie firmati da Martino Gamper. Di grande contrasto con questa sezione ottocentesca, i nuovi spazi caratterizzati dalla volta scurissima e innervata d’oro realizzata da Arturo Herrera per il Bar Cavour.

Caffè del Cambio, immagini storicheIl Del Cambio, che ha servito Casanova e Mozart, Goldoni e Balzac, la Duse e la Callas e anche la Hepburn, ha trovato il suo Deus ex Machina in Michele Denegri, un imprenditore torinese.

Per riqualificare gli spazi sono stati coinvolti artisti internazionali contemporanei come il newyorkese Izhar Patkin, che ha personalizzato 150 piatti di porcellane di Sèvres leggermente difettosi, Michelangelo Pistoletto con le sue installazioni, e l’argentino Pablo Bronstein. E’ suo l’imponente disegno al piano superiore, sui resti di una città ideale disegnata da Guarino Guarini, l’autore di quel Palazzo Carignano che si intravede dalle finestre.

Ai fornelli un piemontese doc, Matteo Baronetto, uno degli chef più celebri e più discreti d’Italia, che fino a qualche mese fa firmava i menù di Carlo Cracco. La cucina proposta non può prescindere, ovviamente, dal luogo, con un menu piemontese da gourmet. Ecco quindi il brodo di gallina al Vermouth, ma anche la delicatezza delle carni del “salmone e coniglio in burro di nocciola” e la sorpresa della consistenza quasi croccante degli agnolotti alla piemontese. E per i più curiosi: le ottime triglie alle nocciole, misticanza e aglio dolce e la frutta ghiacciata con una forma che cerca di ingannare.

Caffè del CambioIl tutto accompagnato dagli aromi di uve provenienti da ogni angolo del mondo e anche la cantina, una volta un must del Cambio, torna agli antichi splendori. Completamente ricostruita da Fabio Gallo, esperto enologo, ospita 15mila bottiglie e 2000 etichette: una selezione dalla quale si può scegliere perfino un incredibile Romanee Conti Montrachet!

Il nuovo Del Cambio riporta in città la tradizione culinaria di alto livello tipica della sua storia e con il suo cocktail bar interamente rimodernato offre ai torinesi un luogo fuori dal tempo che li conquisterà con raffinati bartender e una cucina diversa e autonoma rispetto a quella del ristorante, aperta fino a mezzanotte.

Del Cambio:
Piazza Carignano, 2 10123 Torino
tel +39 011 546690
www.del-cambio.com

Ristorande del Cambio, l'interno

Ristorande del Cambio

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