In mostra a Roma la vita e le opere di due grandi del cinema italiano, Sordi e De Sica

Una vita emozionante come un romanzo, è questo che accomuna i due artisti che hanno trasmesso lo spirito e la simpatia italiana nel mondo, insieme al fascino e alla grandiosità della capitale. A partire da questi giorni, si rende omaggio con due mostre a Roma ad Alberto Sordi e Vittorio De Sica.

“Alberto Sordi e la sua Roma” racconta attraverso immagini, installazioni, filmati, oggetti e documenti il rapporto unico che l’attore aveva con la città, nella dimensione privata e in quella professionale, tra vita e arte. Un’esposizione organizzata a dieci anni dalla scomparsa del celebre artista, nel complesso del Vittoriano fino al 31 marzo 2013.

Alberto Sordi - Un americano a Roma“Albertone era perdutamente innamorato della sua città. La considerava la più bella del mondo e sognava di liberarla dal traffico. Dovette limitarsi a ‘governarla’ nel giorno del suo ottantesimo compleanno, il 15 giugno del 2000, quando il sindaco Francesco Rutelli gli affidò la fascia tricolore per 24 ore tra ali di folla acclamante. Indimenticabile. L’attore è stato il miglior ambasciatore della romanità nel mondo”. Così Gloria Satta, curatrice della mostra insieme a Vincenzo Mollica e Alessandro Nicosia, dipinge il ritratto dell’indimenticabile attore italiano e di come sia possibile rivedere il film della sua vita, visitando la mostra.

L’esposizione al Vittoriano è divisa in due sezioni: la prima è principalmente dedicata al Sordi attore e ai 56 film girati a Roma con circa 20 approfondimenti, in cui sono in scena per la prima volta fotografie, album personali con rassegne stampa, copioni, oggetti utilizzati nei film. La seconda sezione porta in primo piano i momenti più significativi della sua vita a Roma: la sua casa, il suo studio, gli articoli scritti per “Il Messaggero”, il giorno in cui fu per ventiquattro ore sindaco della capitale, l’addio alla lira, la benedizione di Giovanni Paolo II. Visitare la Roma di Sordi significa anche ripercorrere l’epoca del fascismo, la guerra, la ricostruzione. E poi il boom economico, l’euforia degli anni Ottanta e Novanta. Tutto questo naturalmente lo riviviamo anche attraverso i mitici personaggi dei suoi film che restano il simbolo della spumeggiante romanità in Italia e nel mondo.

Un tocco di curiosità e “magia” è dato dagli oggetti personali in mostra, che ci permettono di fantasticare sulla sua vita di tutti i giorni: dal pianoforte che suonava nei momenti di relax, alla poltrona da barbiere che dominava in bagno, dalla bicicletta alla macchina da scrivere al baule con gli attrezzi da ginnastica.. Il percorso lungo la straordinaria storia e carriera del comico si conclude con le immagini del funerale che testimoniano quanto i romani abbiano amato Sordi.

In mostra a Roma, un altro protagonista di capolavori cinematografici Made in Italy, al Museo dell’Ara Pacis fino al 28 aprile. Parliamo del grande Vittorio De Sica e dell’esposizione “Tutti De Sica”. Un intero mondo di ricordi del maestro del cinema italiano è raccontato in un allestimento multimediale, attraverso manifesti di cui oltre venti originali, video, oggetti di culto e più di 400 fotografie che lo ritraggono sul set o in famiglia.

Dodici sezioni e quattro sale per questa mostra che ci regala anche lettere private, abiti indossati nei suoi film più celebri, ritagli di giornali, e una vera chicca: la bicicletta utilizzata in “Ladri di biciclette” (1948). Le sezioni guidano cronologicamente nelle fasi della carriera di De Sica: dalle incisioni discografiche con la popolare “Parlami d’amore, Mariù”, all’attore di rivista e di prosa, dall’ingresso nel cinema fino all’esordio dietro la macchina da presa negli anni Quaranta.

Pareti di foto in bianco e nero creano un contrasto perfetto con quelle colorate dei poster e della sezione dedicata a Sofia Loren che con l’artista strinse un sodalizio di successo per il botteghino, se si pensa a film come “L’oro di Napoli” (1954), a “Ieri oggi e domani” (1963), alla “Ciociara” (1960) e a “Matrimonio all’Italia” (1964).

De Sica divo moderno all’altezza delle stelle del cinema internazionale, come lo definisce Gian Luca Farinelli – direttore della Fondazione Cineteca di Bologna, che ha prodotto l’esposizione, e curatore della mostra – è rappresentato qui anche come uomo in una dimensione familiare. La mostra stessa è stata realizzata con l’apporto fondamentale dei figli Emi, Manuel e Christian, a svelare tutte le molteplicità individuali del maestro, le centomila vite, i centomila volti, a ricordare gli “Uno e centomila” di Pirandello.

Alberto Sordi e la sua Roma (fino al 31 marzo 2013):

Tutti De Sica (fino al 28 aprile 2013):

  • Museo dell’Ara Pacis
  • Lungotevere in Augusta, Roma
  • +39 060608
  • www.arapacis.it
  • Aperto tutti i giorni tranne il lunedì
  • Orari 9.00-19.00 (la biglietteria chiude un’ora prima)
  • Ingresso Euro 11/ Euro 9 (ridotto)

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