Le mille vite dell’ombrello | La sua storia moderna nel Museo di Gignese

Maglia collectionDa simbolo di potere, umano e divino, a oggetto di lusso e di seduzione, l’ombrello si trasforma nel tempo fino a essere utilizzato come parasole e, ai nostri giorni, come accessorio per ripararci dalla pioggia. E’ questa la storia antica e ricca di simbologie mitiche dell’ombrello. Oggi ci sono testimonianze di questa passione negli ombrellifici italiani e in un museo: a due passi dal Lago Maggiore, in provincia di Verbania, il Museo del parasole e dell’ombrello di Gignese celebra questa affascinante tradizione.

Le sue origini sono molto lontane, risalgono alla Cina del XII secolo a.C, quando la dea Nut era spesso rappresentata in forma di parasole, con il corpo arcuato a coprire la terra, in atto di protezione e di amore. In Egitto e in India l’ombrello viene associato alle dee della fertilità e del raccolto o della morte e della rinascita: nella sua quinta reincarnazione, Vishnu aveva riportato dagli Inferi l’ombrello, dispensatore di pioggia. I Babilonesi lo impiegarono per vezzo come parasole. In tutto l’estremo oriente, dalla Cina alla Persia, all’Assiria  l’ombrello diviene un segno distintivo di nobiltà, tanto che poi il suo uso è consentito solo ai reali e ai dignitari di corte.

Ombrelli coloratiNel mondo occidentale l’ombrello è sempre più associato all’universo femminile e nel III secolo a.C. le donne si riparano con un parasole, anche nel mondo romano, durante le feste dedicate alle divinità. I poeti lo descrivono come delicato e prezioso oggetto in mani femminili.

In realtà solo nell’800 l’ombrello diventa un accessorio di successo tra le donne, come irrinunciabile accessorio di moda da esibire in pubblico e all’aria aperta insieme alla borsa e al cappello.

L’ombrello come parapioggia, invece, fa la sua prima comparsa con gli antichi Romani, ma poi cade in disuso per ricomparire, in seguito, sempre in Italia alla fine del ’500. E da qui inizia una bella storia di Made in Italy.

La racconta in tutto il suo splendore il Museo del parasole e dell’ombrello di Gignese, l’unico al mondo dedicato a questo oggetto. Una simpatica curiosità: l’edificio del Museo, visto dall’alto delle gradinate della vicina chiesa di San Maurizio sorprende per la sua pianta a forma di tre ombrelli aperti affiancati. Il progetto è stato realizzato dall’architetto Bazzoni nella seconda metà degli anni Ottanta.

In esposizione circa 1.500 articoli, parasole e parapioggia che ripercorrono la storia e l’evoluzione della moda dall’800 ad oggi. Accanto ad essi si possono ammirare i materiali per la loro realizzazione la seta e le fibre sintetiche, le impugnature in avorio, in legno, in argento. Il Museo racconta inoltre le testimonianze storiche sull’uso del parasole e dell’ombrello con i figurini di moda, oltre alla vita, alla dedizione e alla cura degli ombrellai nella pratica del loro appassionante lavoro. Una passione che ha prodotto gli ombrelli made in Italy più eleganti, meglio rifiniti e più alla moda di tutto il mondo. Come quelli di Maglia, l’ultimo ombrellaio artigiano d’Italia, a Milano.

Museo dell’ombrello e del parasole:

  • Via Golf Panorama 2, Gignese (Vb)
  • +39 0323 89622
  • www.gignese.it/museo
  • Aperto dal 1° aprile al 30 settembre
  • Aperto tutti i giorni tranne il lunedì
  • Orari: 10.00-12.00 / 15.00-18.00
  • Ingresso : Euro 2.50 / Euro 1.50 (ridotto)

Museo dell'ombrello Gignese

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