Viaggio tra i borghi più belli d’Italia in Trentino-Alto Adige: Rango, San Lorenzo, Mezzano e Canale di Tenno

RANGO: IL PICCOLO REGNO DEL SILENZIO E DELLE NOCI
RangoA una quarantina di chilometri da Trento, ecco Rango: una piccola perla nell’altopiano del Bleggio e della Val Giudicarie. A colpire di questo borgo è prima di tutto il silenzio, a indicare che qui – dove oggi vivono solo circa 150 persone – il tempo si è fermato. All’ingresso del paese, una splendida bifora rinascimentale accoglie i visitatori e, a seguire, un intreccio di portici, androni, aie e viuzze che portano a case rurali. In tempi antichi, il borgo era situato lungo la strada imperiale che dal lago di Garda conduce verso la val di Sole. Nella piazza di Rango, spicca una grande fontana quadrata in granito. Sono da vedere inoltre il villaggio di Balbido, un paese dipinto che racconta con i suoi murales le tradizioni della vita contadina e artigianale, insieme a leggende di vecchi mestieri; la chiesa di Santa Croce e il Museo della Scuola. Il prodotto tipico della zona sono le noci, la cui raccolta viene fatta ancora a mano. Dalle noci si producono poi specialità quali torte, pane, il liquore nocino e niente meno che il salame alle noci.

SAN LORENZO IN BANALE, IL BORGO DELLE SETTE VILLE
San Lorenzo in BanaleA meno di mezzoretta da Rango, si arriva a San Lorenzo in Banale che è un borgo contadino a poca distanza dal lago di Molveno, con le Dolomiti alle spalle, nonché porta per il Parco Naturale Adamello Brenta. San Lorenzo in Banale nasce dalla fusione di sette villaggi che si possono percorrere a partire dalla Casa del Parco “C’era una volta”, interessante perché raccoglie tutta la storia contadina di queste terre. Siamo nel villaggio di Prato, da cui raggiungiamo il vicino Prusa con Casa Mazoleti: perfetto esempio di architettura rurale. Le altre ville del borgo sono, in senso antiorario, Glolo e Berghi da dove passa la “via Caváda”, segnata dai solchi paralleli lasciati dalle slitte. Qui si trova una chiesetta del Seicento che è dedicata a Santa Apollonia. Altre stupende dimore rurali sono Casa Martinoni, forse un ex convento, e Casa Moscati. Si prosegue per Pergnano, dove sorge la chiesetta dei santi Rocco e Sebastiano, e per Senaso che è il luogo d’eccellenza per la produzione della ciuiga: il prodotto locale, cioè un salame con le rape, oggi presidio Slow Food. Nella frazione di Senaso resiste la tradizione dell’affumicatura artigianale. Da vedere, la chiesa di San Matteo e Casa dei Sartorei. Eccoci nell’ultimo villaggio, Dolaso, da cui si tira dritto per la Val d’Ambiéz.

TRADIZIONI CONTADINE E ARTE DEL LEGNO A MEZZANO
MezzanoMezzano è un bellissimo borgo in provincia di Trento, nella valle del Primiero. La cittadina si inchina alle Dolomiti delle Pale di San Martino che sono patrimonio mondiale dell’Unesco. Le sue tradizioni rurali si rintracciano negli edifici e nelle abitazioni in pietra e legno che si stringono nel centro storico, sulla pianta radiocentrica del borgo. La tradizionale edilizia primierotta si può riconoscere camminando fra le strette vie, in Casa Orler sulla piazza della fontana, nella Casa degli Ussari, o in Casa Cosnèr. Ci sono inoltre il Canton Grison con il tabernacolo di San Giorgio, la Casa Lotti, le Case brusade e la Casa Cunico, un elegante palazzo barocco che si trova vicino al municipio. Passeggiando per Mezzano, potrete scorgere anche le pitture murali – se ne contano venti -, oltre cento iscrizioni e ben 400 orti. La chiesa patronale di San Giorgio la individuerete per la facciata bianca a capanna e dal campanile (36 m). A un certo punto vi imbatterete in opere d’arte e sculture fatte con legna accatastata: è la mostra permanente Cataste e Canzei, una esposizione a cielo aperto realizzata grazie ad artisti locali, che richiama l’antica usanza di accumulare legna sotto casa perché si secchi e possa essere bruciata d’inverno. Non è difficile indovinare che tra gli oggetti tipici artigianali di Mezzano ci sono le sculture in legno, ma anche tessuti in lana o lino fatti a mano con antichi telai e contraddistinti da un particolare disegno damascato.

IL RIFUGIO PER GLI ARTISTI: CANALE DI TENNO
Canale di TennoLe sue origini risalgono all’Alto Medioevo e il suo nome fa riferimento alla ricchezza di acque del luogo. Eccoci a Canale di Tenno, borgo trentino tra il Lago di Garda e le Alpi, dove l’architettura è dominata da volti a botte, poggioli in legno, sottopassi, vicoli, ballatoi. Molti artisti l’hanno scelto negli anni come località di riposo, vacanza e ispirazione. Un piccolo museo espone gli attrezzi della vita contadina, mentre la Casa degli Artisti, dedicata al pittore Giacomo Vittone che si innamorò del borgo e lo ritrasse in varie opere, è un centro di produzione artistica in cui si svolgono corsi, mostre, concerti, oltre a essere una residenza per artisti. Dal centro di Canale di Tenno, una breve passeggiata vi porterà verso le acque turchesi del Lago di Tenno. Nei dintorni, inoltre, sono da visitare il borgo di Frapporta, la zona archeologica di San Martino e, se siete in cerca di pace e relax assoluto, Monte San Pietro. Per quanto riguarda i piaceri del palato, a Canale di Tenno i piatti tipici sono la “carne salada” con faosi, e la “polenta e peverada” da gustare con cotechino e una spolverata di formaggio.

Il viaggio inizia da:
Vipiteno, Glorenza e Chiusa

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