Viaggio tra i borghi più belli d’Italia in Trentino-Alto Adige

Il nostro viaggio parte da Vipiteno, Glorenza e Chiusa

VIPITENO, LA CITTA’ PIU’ A NORD D’ITALIA
VipitenoFresco, splendente, verdeggiante Trentino Alto Adige, terra ricca di tesori e calorose tradizioni che vogliamo esplorare cominciando da Vipiteno. Uno dei borghi più belli d’Italia nella provincia autonoma di Bolzano, dominato dal monte Cavallo, che offre piste sciistiche adatte a tutti, e circondato da eleganti palazzi borghesi, piazzole medievali, montagne che lasciano senza fiato, campi da golf, centri benessere e negozi per lo shopping. Insomma, ce n’è per tutti i gusti. Non per niente, nel corso dei secoli fu residenza di vari imperatori. Vipiteno è divisa in due dalla torre civica (alta 46 metri): la Città Vecchia (il centro storico) e la Città Nuova. La via principale è la Reichstrasse lungo la quale sfilano alberghi e negozi che hanno preso il posto delle antiche botteghe artigiane e delle locande. Caratteristica di alcuni edifici sono gli “erker”, finestre sporgenti dette a golfo o bovindi: un esempio è quello ad angolo sul Palazzo Comunale della cittadina. Da vedere, il Museo delle Miniere, la chiesa gotica di S. Spirito e quella di S.Maria della Palude. Quest’ultima è la più ampia del Tirolo e conserva al suo interno un altare che è un capolavoro. Se capitate qui d’inverno, lanciatevi sulla pista da slittino più lunga d’Italia (9,6 chilometri). Ci sono anche il Museo Civico e il Museo Multscher. Per il tempo libero, tante proposte le troverete al Teatro Comunale. Invece per uno spuntino, ricordate che questa è la patria di latte, burro e yogurt.

GLORENZA, UN PUNTINO CHE BRILLA NELLA VAL VENOSTA
GlorenzaRaggiungiamo l’Alta Val Venosta e visitiamo Glorenza, una delle più piccole città d’Europa, in provincia di Bolzano, con poco più di 880 abitanti. Il suo aspetto è decisamente tardo medievale, con le mura, il cammino di ronda, 350 feritoie, sette torri con le cuspidi e tre porte con i battenti originali. L’accesso al borgo avviene dalla Porta di Tubre e da qui potrete iniziare a girare tra le belle dimore di Glorenza. Una fra tutte è Casa Frölich: interamente affrescata, con il suo erker, è una casa d’angolo appartenuta ai conti di Matsch. Sulla facciata si può ammirare un dipinto che rappresenta i sette peccati capitali in un’allegoria rinascimentale. Un’altra dimora appariscente, con le sue finestre decorate a graffito, è Casa Gebhard. Troverete poi la Torre Flurin, Torre Kolben, la Casa del Balivo e l’attuale municipio degli anni 1573/1591, diventato successivamente residenza nobiliare con il nome di Ansitz Hendlspurg. Chiese di rilievo nei dintorni sono quelle di San Pancrazio e di S. Giacomo al Maso Söles all’esterno delle mura. Le specialità della gastronomia locale profumano di buono: lo speck, il pane di Calva e le mele della Val Venosta.

CHIUSA, IL BORGO DEGLI ARTISTI
ChiusaRestiamo in provincia di Bolzano per visitare Chiusa, in Valle Isarco. Un nome che si spiega con lo stretto passaggio naturale tra la rupe di Sabiona con l’omonimo convento, il fiume Isarco e il torrente Tinne. Chiusa è divisa in città alta e città bassa, e da un nucleo antico ricco di fascino. Gli edifici storici che si incontrano lungo il percorso sono Casa Wegmacher e la chiesa degli Apostoli, il municipio del tardo Medioevo e la casa della Dogana Vescovile. La città alta termina in piazza Parrocchia dove si affaccia la chiesa di S.Andrea. Nella parte bassa si ammirano le belle insegne che contrassegnavano gli alberghi e i vicoli portano i nomi delle attività artigianali. Nell’ex Albergo Croce Bianca oggi troviamo il Caffè Nussbaumer: all’epoca della colonia artistica di Chiusa, vi era allestita una Künstlerstübele (Stube degli artisti) con una particolare galleria d’arte. A questo proposito, Chiusa è nota anche come la “cittadina del Dürer” perché diversi secoli fa il grande maestro Albrecht Dürer soggiornò proprio nel borgo durante il suo viaggio in Italia del 1494. Chiusa è immersa tra alberi di castagni e vigneti. Eccellenti i suoi vini, oltre allo speck e ai salumi tipici tirolesi.

Il viaggio continua a:
Rango, San Lorenzo, Mezzano e Canale di Tenno

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