Viaggio tra i borghi più belli d’Italia in Sicilia: Monterosso Almo, Sperlinga, Sutera e Sambuca di Sicilia

BUONO COME IL PANE… ECCO MONTEROSSO ALMO
Monterosso AlmoUn borgo montano in continuo saliscendi, è così che vi si presenterà Monterosso Almo in provincia di Ragusa. Qui troverete pane per i vostri denti: a pasta dura, condito con olio, sale, origano e formaggio.. E’ questa la specialità del luogo, con una fragranza e una bontà speciali, d’altri tempi. Per le festività, il pane viene fatto anche in altri modi: a forma di seno per la festa di Sant’Agata o di occhi per quella di Santa Lucia; ci sono poi le focacce e vari tipi di biscotti. Il piatto tipico del posto sono i cavatieddi, gnocchetti di pasta fatta in casa, arrotolata con le dita e condita con sugo di maiale, alla quale è dedicata una sagra che si svolge generalmente nel mese di maggio. Ma ora, scarpe comode e via al tour per il borgo: a Monterosso Almo il gioiello più in vista è la piazza San Giovanni, chiamata u chianu (il piano). Su un lato, si può vedere la chiesa omonima posta su un terrazzamento naturale al termine di una grande scalinata che le conferisce un aspetto scenografico. Sugli altri lati della piazza, il secentesco palazzo dei baroni Noto e altri edifici ottocenteschi neoclassici, come il Municipio, palazzo Sardo e palazzo Cocuzza. Infine, troviamo la chiesa di Sant’Anna in uno stile barocco ma sobrio. Ci spostiamo verso la zona “Affacciata”, riconoscibile dalla fontana con abbeveratoio di forma circolare e da una vista panoramica sulla valle del fiume Amerillo. Potete concludere la visita di Monterosso Almo, raggiungendo piazza Sant’Antonio e le sue due chiese: la chiesa Madre, che si distingue per la facciata neogotica a bugnato, e la chiesa di Sant’Antonio Abate al cui interno spiccano l’acquasantiera in pietra locale, statue e dipinti di valore artistico. Uscite dal lato sinistro per scendere verso il ponte ad arco medievale e ammirare il quadretto medievale del quartiere della Cava.

SPERLINGA: UNA REGALE DIMORA SCAVATA NELLA ROCCIA
SperlingaQuasi nel cuore della Sicilia, nella provincia di Enna, troviamo Sperlinga: una grotta d’arenaria che vanta uno dei più suggestivi castelli rupestri della regione. Dalla roccia prendono forma la scuderia, il magazzino, gli altri spazi e le ripide scale che portano alla torre. Sull’arco nell’androne del castello leggerete questa scritta legata alle vicende dei Vespri Siciliani del 1282: “Quod Siculis placuit, sola Sperlinga negavit” (Ciò che fu stabilito dai Siciliani, solo Sperlinga lo negò). Il vero spettacolo naturale è formato dall’aggrottato, ovvero il fianco del castello che si riversa sul paese, completamente traforato da circa cinquanta grotte artificiali di origine antichissima. Una volta abitazioni, oggi sono di proprietà del Comune che le ha adibite a museo etnografico. Tra i siti rupestri d’interesse storico si contano anche quello di Contrada Rossa e della Contrada SS. Quaranta. Le chiese da visitare sono quella della Mercede, ai piedi del castello, la chiesa Madre e la chiesa di Sant’Anna. Per gli amanti del verde, c’è inoltre la riserva naturale Bosco di Sperlinga. Dopo aver visto il paese, godetevi un po’ di shopping: Sperlinga è nota per alcuni prodotti artigianali come le antiche frazzate, variopinti tappeti fatti a mano su vecchi telai in legno, le ceste lavorate con canna, salice e olivastro, contenitori in giunco per i formaggi e i caratteristici sgabelli contadini (i furrizzi). Se capitate qui ad agosto, non perdetevi la sagra del tortone, il dolce tipico di Sperlinga, che ha luogo di fronte al castello.

LA CASBAH DI SUTERA
SuteraUna conformazione decisamente originale vi sorprenderà a Sutera, in provincia di Caltanissetta. Si tratta di una collana di case in pietra, raccolte intorno alla rupe gessosa del Monte San Paolino su cui si trovano le ossa dei santi patroni del paese: san Paolino e sant’Onofrio. Il punto ideale per cominciare la visita è il belvedere di piazza Sant’Agata con la chiesa quattrocentesca che porta lo stesso nome e il Municipio ottocentesco. Si prosegue poi con palazzo Salomone, la chiesa di Maria Santissima del Carmelo e il piccolo convento accanto, che è sede del museo della civiltà contadina (museo etnoantropologico). All’estremità del paese verso via del Carmine, ecco comparire il Rabato: il villaggio arabo di Sutera con un intrico di stradine che richiama il modello della casbah araba. E’ proprio da questo modello che nasce il dammuso, la casa contadina siciliana a un solo piano, con una singola stanza soppalcata, in gesso. La chiesa Madre di Santa Maria Assunta sorge sulla moschea edificata nell’875 di cui restano ancora alcuni elementi architettonici. Lungo una scalinata di 183 gradini che parte da piazza del Carmine arriverete al santuario di San Paolino. Per quanto riguarda l’artigianato locale, a Sutera il prodotto per eccellenza è lu panaru: un cesto fatto con i rami di ulivo, salice oppure olmo, intrecciati a mano, riempito con li virciddata che è il dolce del luogo, le mandorle fallamasa, olio d’oliva e formaggi.

SAMBUCA DI SICILIA: CORTILI, PALAZZI, CHIESE I SETTE VANEDDI
Sambuca di SiciliaL’ultima tappa del nostro itinerario è nella zona di Agrigento, a Sambuca di Sicilia. Di origine araba, il borgo è adagiato su una collina nella Valle del Belice ed è un pout-pourri di epoche e stili differenti. Le facciate barocche e i palazzi dell’Ottocento compongono con il centro storico arabeggiante, caratterizzato dai sette vicoli saraceni, uno scenario unico. Da vedere sicuramente, il Teatro l’Idea che anticipa il “Massimo” di Palermo di un quarto di secolo ed è il simbolo della cultura a livello locale. I cortili a Sambuca sono più di 250, per non elencare i palazzi. Tra i principali: palazzo Di Leo, Panitteri, Rollo, Giacone, Ciaccio, Fiore, Campisi, Amodei.. Nel palazzo dell’Arpa oggi ha sede il Municipio. Tredici le chiese, per citarne qualcuna ecco la chiesa di San Calogero, San Giuseppe, della Concezione, la chiesa del Carmine, quella del SS. Rosario, di San Michele Arcangelo e tra le più antiche la chiesa di Santa Caterina d’Alessandria. Accanto ad essa, si apre piazza della Vittoria e sul lato opposto il Casino dei Beccadelli, con un bellissimo balcone dalle forme barocche che non passano inosservate. Più avanti, la chiesa del Purgatorio che ospita il Museo d’Arte Sacra. Ci avviciniamo al quartiere arabo, dove la pianta urbanistica cambia, le strade diventano sempre più fitte per aprirsi a sorpresa in slarghi. Il nocciolo del quartiere sono i Sette Vaneddi (o vicoli saraceni). In zona, ci sono inoltre le Purrere che sono cave di pietra. Da piazza Navarro ci si può incamminare anche verso il terrazzo Belvedere o il quartiere Vassalli. In cima al colle, spunta La Matrice, detta anche vecchia signora, chiusa al culto e ai visitatori dal 1968 e testimonianza dell’antico castello dell’Emiro. Sul fronte alimentare, Sambuca di Sicilia ha un prodotto Dop: la Vastedda del Belice che è un formaggio a pasta filata ottenuto da latte di pecora, a forma di focaccia. Il dolce della località è una pasta con ripieno di crema di latte, scaglie di cioccolato e cannella, ricoperta con glassa di zucchero. Per assaggiarlo, chiedete delle Minni di Virgini (i seni di vergine) e gustatevi tutto il sapore della Sicilia.

Il viaggio inizia da:
Gangi, Geraci Siculo, Brolo e Montalbano Elicona
Novara di Sicilia, Savoca, Castelmola e Castiglione di Sicilia

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