Viaggio tra i borghi più belli d’Italia in Sicilia: Novara di Sicilia, Savoca, Castelmola e Castiglione di Sicilia

NOVARA DI SICILIA: IL BORGO SCOLPITO NELLA PIETRA
Novara di SiciliaIl nostro viaggio continua nella provincia di Messina. Eccoci a Novara di Sicilia, sulla pendice della montagna da cui si scorge l’antica Tindari, a valle dello sperone della Rocca Salvatesta. Il fascino di questo borgo è fatto dalle strade acciottolate, dai palazzi sontuosi, dalle case e dai decori delle facciate. Le costruzioni sono in pietra arenaria o in cipollino, un’altra pietra locale rossa e marmorea che caratterizza soprattutto le opere religiose. Del castello saraceno, oggi restano solo i ruderi. Il Duomo presenta una facciata monumentale e un’ampia scalinata con un altare, un crocifisso in legno e un battistero di grande pregio. La chiesa più antica del borgo è quella di San Francesco, graziosa e raccolta, con un tetto-soffitto di arte povera, in contrasto con la superba ed elegante Villa Salvo che trovate nel quartiere circostante. Altre chiese del paese sono quella dell’Annunziata, di Sant’Ugo Abate e di San Nicolò che riconoscete dalla grande gradinata in pietra. Nella parte bassa del borgo si trovano invece le chiese monumentali di San Giorgio Martire e di Sant’Antonio Abate. Molto raffinati, i palazzi di Novara di Sicilia fanno da salotto del paese: in primis, palazzo Stancanelli sulla piazza principale, il palazzo municipale e palazzo Salvo Risicato. Ultime soste per vedere Casa Fontana, costruzione del Settecento caratterizzata da una originale cortina muraria, e il Teatro Comunale per la scenografica facciata. Poi tutti a gustare il maiorchino (pecorino stagionato più di otto mesi), e i dolci irresistibili della località: u risu niru (riso mescolato a nocciole tostate con cacao, caffè, canditi d’arancia e cannella), cassatelli, a pignurada (impasto di frolla tagliata a dadini e fritta) e tante altre leccornie.

LE SETTE FACCE DI SAVOCA
SavocaLa Sicilia è il paradiso per i palati che amano i sapori intensi, dolci o salati che siano. E Savoca, borgo messinese tra i più belli d’Italia, non è da meno. Qui e solo qui, la classica granita siciliana al limone è servita con la zuccarata: un biscotto locale. Come resistere poi ai cannulicchi in cialda croccante farciti con cioccolata, crema pasticcera e al limone? Meglio smaltire camminando tra i ruderi, i vicoli e le cisterne scavate nella roccia di questo posto che prende il nome dalla pianta del sambuco e che è soprannominato il paese dalle sette facce per la varietà di panorami che propone come ne scrisse anche Leonardo Sciascia nel ‘62. A dominare Savoca c’è il castello Pentefur. La Porta della Città è l’ingresso al centro storico dove si incontrano subito il Municipio e il Palazzo Archimandritale. Da vedere, la chiesa di S. Nicolò (detta di Santa Lucia, patrona di Savoca, perché ne custodisce la statua) che – costruita su uno spuntone di roccia – sembra sospesa nel vuoto ed è stata niente meno che uno dei famosi set del film Il Padrino del 1972, insieme al Bar Vitelli. Il monumento principale del borgo è la chiesa Madre, mentre non potete perdervi le catacombe: fino al 1876 vi si mummificavano i cadaveri, secondo l’uso egizio. Nella cripta del Convento dei Cappuccini si scorgono le salme imbalsamate di alcuni notabili del paese del diciottesimo e diciannovesimo secolo. Per finire, una visita all’eremo del Monte Calvario e al Museo del mondo contadino in via San Michele.

CASTELMOLA, LA TERRAZZA AFFACCIATA SU TAORMINA
CastelmolaUn belvedere baciato dal sole dal quale si ammirano Taormina, l’Etna, i Giardini Naxos, il capo di S.Alessio, lo stretto di Messina.. Siamo a Castelmola. Il suo centro abitato sorge su una roccia che per la forma ricorda una mola (o macina del mulino) di pietra. Le costruzioni sono vestite delle tonalità allegre e dolci del giallo, del beige e del rosa antico. Per entrare nel paese, attraversate un Arco antico esaltato dalla gradinata in pietra calcarea su cui si erge. Piazza Sant’Antonio, realizzata a mosaico in pietra lavica, è il balcone sulla sottostante Taormina e ospita l’antico caffè San Giorgio che fu fondato nel 1700 dai monaci che lo utilizzarono come taverna. Oltre a essere il bar più tipico di Castelmola, la sua notorietà è legata anche ad una specialità locale che dovrete assolutamente provare: il vino aromatizzato alla mandorla e chiamato Blandanino dal nome del suo inventore (Don Vincenzo Blandano) che era anche titolare del caffè. Sulla piazza si affaccia inoltre la chiesa di S.Antonino e la Casa Sterrantino dotata di un portale molto bello. Proseguiamo verso il castello di cui restano oggi solo le mura normanne e poi visitiamo il Duomo intitolato a S.Nicola di Bari e caratterizzato da una commistione di stili, le chiese di S.Giorgio, S.Biagio (sulla scorciatoia verso Taormina) e dell’Annunziata. Per lo shopping, l’ideale è una passeggiata lungo la via principale, via De Gasperi, con negozietti che vendono pizzi e ricami realizzati dalle donne del luogo. Da vedere anche le cisterne per l´acqua del 367 a.C. e l´antica Porta Saraceni sul lungo percorso pedonale chiamato via dei Saraceni o Piano delle Ficare (per la presenza di fichi e fichi d´India).

CASTIGLIONE DI SICILIA: LA CITTA’ DEL VINO A POCHI PASSI DALL’ETNA
Castiglione di SiciliaCambiamo provincia e raggiungiamo quella di Catania per esplorare Castiglione di Sicilia, borgo che fa parte del Parco dell’Etna e del Parco fluviale dell’Alcantara. E’ un centro abitato in collina con le case disposte lungo un ripido pendio. Allenate i muscoli: partendo da via Regina Margherita, arrivate in piazza Lauria dove si trova il municipio; salite ancora per vedere la piazzetta di Sant’Antonio con l’omonima chiesa, nel quartiere di Cameni, uno dei più antichi di Castiglione. Più su ancora, ecco la chiesa di San Pietro e a fianco quella settecentesca di San Benedetto con il monastero. Poi la chiesa di S.Marco, la basilica della Madonna della Catena, la più importante del borgo. Il castello è immancabile: qui a Castiglione è associato al nome di Ruggero di Lauria ed è situtato su una rupe d’arenaria. Il simbolo della città è invece un torrione cilindrico noto come Cannizzu, un po’ fuori dal borgo prendendo via San Vincenzo. Se cercate finalmente un po’ di relax, sedetevi a degustare il robusto Etna Doc, ricordandovi che Castiglione è città del vino. Una chicca, tra le specialità della zona, sono le frittelle di ricotta fresca chiamate sciauni.

Il viaggio inizia da:
Gangi, Geraci Siculo, Brolo e Montalbano Elicona

e continua a:
Monterosso Almo, Sperlinga, Sutera e Sambuca di Sicilia

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