Viaggio tra i borghi più belli d’Italia in Sicilia

Il viaggio parte da Gangi, Geraci Siculo, Brolo e Montalbano Elicona

IL BORGO DEI BORGHI: GANGI
GangiIl primo passo alla scoperta dei borghi più belli della luminosa Sicilia lo facciamo a Gangi, in provincia di Palermo. Una località di montagna nell’entroterra, il cui fascino è stato riconosciuto con numerosi titoli: da quello dei Comuni “Gioiello d’Italia” a quello di Borgo dei Borghi, cioè il più bello tra i borghi d’Italia. Come tutte le cittadine medievali, Gangi ha un pittoresco castello del XIV secolo, voluto dal conte di Geraci, Francesco I Ventimiglia, che nel Seicento venne ristrutturato e trasformato in un palazzo. L’edificio, che in passato è stato adibito a carcere e poi a scuola, è oggi in parte abitazione privata della famiglia Milletarì. Altri luoghi da visitare a Gangi sono i palazzi nobiliari, fioriti tra Settecento e Ottocento, come Palazzo Sgadari – che oggi ospita il Museo Civico dove sono conservati reperti archeologici di diverse epoche antiche -, Palazzo Bongiorno, Palazzo Mocciaro, e nel centro del paese la Chiesa madre, intitolata a S.Nicolò di Bari e collegata all’imponente Torre dei Ventimiglia in stile gotico, oggi campanile dell’edificio religioso. In chiesa è possibile ammirare le eccellenti opere di pittori e scultori gangitani, quali il Giudizio Universale di Giuseppe Salerno e le statue di Filippo Quattrocchi. Ancora capolavori di artisti locali si trovano nella Parrocchia Santissimo Salvatore. Infine, il Santuario dello Spirito Santo, l’Abbazia di Gangi Vecchio, che oggi è un’abitazione privata dopo essere stata una masseria agricola, la Chiesa di S.Paolo, la Torre Saracena, e le Chiese della Badia e della Madonna della Catena.

I TESORI DI GERACI SICULO, SULLE MADONIE
Geraci SiculoA quindici minuti circa di auto da Gangi, si raggiunge Geraci Siculo. Il borgo fa parte del Parco Regionale delle Madonie, è caratterizzato da strade strette e tortuose, vicoli e cortili, che si raccolgono intorno ai ruderi di un castello (probabilmente di origine bizantina). In posizione dominante rispetto ai resti del castello, la chiesa di Sant’Anna e un po’ più in basso quella di San Giacomo. Concedetevi una passeggiata per le viuzze e raggiungete il cosiddetto salotto di Geraci: piazza del Popolo su cui si affacciano la chiesa del Collegio di Maria e la chiesa Madre di Santa Maria Maggiore. Nella sua cripta è conservato un preziosissimo tesoro fatto di suppellettili liturgiche d’oro e d’argento – tra cui un raffinato ostensorio, opera trecentesca di oreficeria toscana – e numerosi paramenti sacri finemente ricamati. Per gli appassionati d’arte, meritano una visita inoltre le chiese di S.Stefano, di S.Bartolomeo, la chiesa di S.Maria La Porta e, fuori dal borgo, sullo sfondo del bosco la chiesa di Santa Maria della Cava e la piccola cappella dei Santi Cosma e Damiano con il suo portale gotico. Ma non solo di arte vive Geraci Siculo: l’oro scorre sulle sue montagne. E’ l’acqua minerale la cui raccolta e imbottigliamento costituiscono la principale attività economica del territorio. A Gangi, preparatevi a conoscere tradizioni molto forti nelle varie celebrazioni: tra queste, la festa del ringraziamento e la festa del Crocifisso. E per soddisfare il palato? Produzioni tipiche sono i formaggi (ricotta, caciocavallo, primosale) preparati ancora oggi dai pastori in montagna, le olive e i pomodori essiccati al sole. Solo qui cresce un fagiolo verde usato per accompagnare piatti a base di carne (come il castrato al sugo “a pittrina ca fasola”).

BROLO, UNA PICCOLA KASBA TUNISINA SUL MARE SICILIANO
BroloSe da Geraci volete spostarvi verso il mare, rimanendo in provincia di Palermo, ecco Cefalù: una perla blu di origine medievale che fa parte del Parco delle Madonie, con tanti punti d’interesse storico da visitare e splendide spiagge. Percorrendo la costa verso est, si raggiunge Brolo, in provincia di Messina: un’altra meraviglia siciliana che ha il suo simbolo nel castello contraddistinto da merli ghibellini che coronano il torrione e cattureranno subito la vostra attenzione. Dall’alto della torre si gode di una vista ammaliante sulle isole Eolie. Al suo interno si accede al Museo storico della pena e delle torture e al Museo delle fortificazioni costiere della Sicilia. Visitando il centro, noterete il suo percorso irregolare, con i tracciati a fuso, che ricorda una kasba tunisina e, qui e là, palme e spazi verdi. A Brolo, il prodotto artigianale per eccellenza è il gelato, al quale è dedicata una grande festa ogni anno a giugno. La tradizione gastronomica incorona come piatti tipici la pasta incaciata alla brolese, il tonno “imbottonato” e il galletto arrostito alla brolese.

MONTALBANO ELICONA E IL CASTELLO DI FEDERICO II
Montalbano EliconaCi spostiamo nell’entroterra messinese per svelare la magia che avvolge altri borghi come Montalbano Elicona: un agglomerato di strade tortuose che si snodano adattandosi alla conformazione del promontorio roccioso, dove spuntano le piccole case in pietra arenaria. Anche qui il vero protagonista del paese è il castello che fu la residenza estiva del re Federico II di Aragona. La cappella reale di epoca bizantina all’interno è sicuramente la parte più straordinaria: secondo alcuni studiosi, custodirebbe le spoglie di una delle figure più di spicco dell’epoca, Arnaldo da Villanova medico, alchimista e riformatore religioso. Oggi il castello è usato per ospitare mostre e convegni. Nei dintorni, potrete vedere le chiese di Santa Caterina, la Basilica di Maria Assunta in cielo che è il Duomo di Montalbano, la chiesa dello Spirito Santo e il Santuario di Maria Santissima della Provvidenza. Su via Mastropaolo due portali barocchi di Casa Messina-Ballarino e di Casa Mastropaolo sono un’attrattiva da non perdere così come la Fontana del Gattuso, detta ‘u roggiu. Infine, per fotografie da incorniciare, andate al Belvedere Portello per abbracciare con lo sguardo le vette dei Nebrodi, capo Milazzo e le Eolie. A tavola, non ci si risparmia con piatti insaporiti con il finocchio selvatico e a scurcilla, la cotica di maiale, nella pasta e fagioli, oppure u sutta e suvra (lardo e carne) e ricotta al forno grattugiata nei maccheroni al sugo di maiale. Ricordatevi di provare i dolci di nocciole di lavorazione artigianale. Concludiamo la tappa di Montalbano Elicona con una curiosità: nel 2011 in una cerimonia che si è svolta al castello è stata conferita la cittadinanza onoraria all’attore Luca Zingaretti per il suo personaggio Salvo Montalbano, protagonista dei racconti di Andrea Camilleri.

Il viaggio continua a:
Novara di Sicilia, Savoca, Castelmola e Castiglione di Sicilia
Monterosso Almo, Sperlinga, Sutera e Sambuca di Sicilia

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