Siracusa, splendore senza tempo: dalla magnificenza greca al culto cristiano


Leggendaria polis dell’Antica Grecia, Siracusa è un naturale abbraccio tra l’isola di Ortigia, l’incantevole Porto Grande e la terraferma. Patrimonio Unesco, dal 2005, insieme alla necropoli rupestre di Pantalica, piccolo Gran canyon di Sicilia, fu fondata da coloni corinzi nell’VIII secolo a.C. Benché l’origine del suo nome significhi palude (Sirako in greco), i cinque quartieri della vecchia “Pentacoli di Dioniso”, Acradina, Tiche, Neapolis, Ortigia e Epipoli, conservano ancora oggi lo splendore millenario di storie, miti, e culture in movimento.

Siracusa, il castello ManiaceNell’isola di Ortigia, qui dove si forgiò l’anima di Siracusa, il mare è ad ogni angolo di cielo, così come i colori del suo mercato e delle viuzze. Risplendono il Castello Maniace (a pianta quadrata con le due torri), simbolo della grandezza di Federico; il Duomo (VI secolo), sovrapposizione di stili ed epoche, costruito sul tempio di Athena e seconda chiesa cristiana nel mondo dopo quella di Antiochia, il Tempio di Apollo (VI secolo a.C.), la Fontana di Diana (1906), e l’incantevole Fonte Aretusa, sorgente d’acqua dolce che sorga da una grotta a due passi dal mare. Bellezze altrettanto preziose sono i resti della Porta Urbica, un tempo ingresso principale della città, la Chiesa di Santa Lucia alla Badia con il bellissimo Caravaggio “Seppellimento di S.Lucia”, quella dello Spirito Santo, di S. Pietro Intra Moenia, e di S.Martino, la Porta Marina del ‘500, il piccolo e il grande porto con una vista mozzafiato, e una serie di edifici nobiliari come il Palazzo Arcivescovile, il Beneventano-Del Bosco, e quello Montalto.

Siracusa, chiesa di San giovanniIl noto fermento siracusano della prima Cristianità “nascosta” riecheggia nella Chiesa di S.Giovanni, con la facciata a tre arcate e il magnifico rosone. Oltre alla cripta di S.Marciano, dove avrebbe predicato S.Paolo, è possibile ammirare la necropoli sotterranea del IV-V secolo che, insieme alle catacombe di S.Lucia e Vigna Cassia (purtroppo non visitabili), sono inestimabile patrimonio universale. Oggi, il culto della città permane per la devozione a S.Lucia, Santa patrona, a cui è dedicata l’omonima Basilica “S.Lucia al Sepolcro” che sorge dove fu martirizzata la giovane nel 304, e alla Madonna delle Lacrime, venerata nell’omonimo Santuario.

Nel “quartiere nuovo” Neapolis, torna il fasto greco che si confonde a quello romano nel Parco Archeologico con la necropoli di Grotticelle e la tomba di Archimede; che in realtà non è quella dello scienziato che qui ebbe i Natali, ma rappresenta una camera sepolcrale romana.

Siracusa, il teatro grecoIl grande Teatro greco, tra i più imponenti dell’epoca, l’anfiteatro romano, le Latomie del Paradiso, l’orecchio di Dionisio, e l’Ara di Ierone sono solo alcuni monumenti della Siracusa più rara.

Per gli amanti dell’arte museale, suggeriamo il Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi, tra i più importanti del mondo, il Museo del papiro, la Galleria Regionale con opere di Antonello da Messina e Caravaggio e un sorprendente Museo del Cinema.

Nei dintorni, lungo la Via Elorina (S.S. 115), vale la pena andare a vedere il Ginnasio Romano, il fiume Ciane, dove cresce ancora rigoglioso il papiro, i resti del Tempio di Zeus e, in direzione di Belvedere, il Castello Eurialo, il massimo della fortificazione greca voluta da Dionisio il Vecchio. 
 E ancora, non dimenticate la Grande Cava di Cassibile, immenso complesso di tombe rupestri dopo Pantalica. Sullo sfondo i monti Iblei, gli agrumeti e i vigneti sono la più bella cornice. Pomodori pachino, latte, granita di mandorle e rosso d’Avola, miele di Sortino, limoni, arance rosse di Lentini, Carlentini e Francoforte, e patate novelle sono le eccellenze più invidiate al mondo che qui giocano in casa. Una volta in zona, passate anche dalla barocca Noto.

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