Viaggio tra i borghi più belli d’Italia in Puglia: Bovino, Alberona, Montecorvino e Roseto Valfortore

La Puglia delle meraviglie è costellata di romantici paesi da scoprire, quelli con le caratteristiche case in pietra, disegnati sullo sfondo azzurro del mare o su distese dorate di campi di grano. Luoghi dall’atmosfera unica, che vanno dalle città più grandi e conosciute come Otranto, a quelle piccole località che spiccano per storia e tradizioni come Cisternino, fino ai borghi più nascosti la cui bellezza è altrettanto fulgida.

BOVINO, IL BORGO DELLE SETTE CHIESE
OLYMPUS DIGITAL CAMERAIl nostro itinerario comincia da Bovino, in provincia di Foggia al confine con la Campania, che oltre a essere uno dei borghi più belli d’Italia, è stato selezionato come Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano a fine 2013. Nel suo centro storico si erge imponente il Palazzo Ducale, importante edificio difensivo e antica residenza nobiliare. Oltre alla splendida cattedrale, a Bovino si contano sette chiese, alcune imperdibili come la chiesa di San Pietro, quella del Carmine, la neoclassica S. Maria delle Grazie, la chiesa del Rosario, le quattrocentesche chiese dell’Annunziata e di S. Francesco, quella dei Cappuccini. Il resto della ricchezza è sparso nel panorama di casette bianche, scalinate ripide tra i viottoli e la campagna circostante. Se passate di qui, gustatevi la genuinità dei prodotti fatti in casa: la pasta (orecchiette pugliesi in primis) e i biscotti con le mandorle. Per lo shopping, l’artigianato locale propone oggetti lavorati in ferro o in pietra, e i ricami.

IL PAESE DELL’ACQUA: ALBERONA
AlberonaRestiamo in provincia di Foggia e andiamo a esplorare Alberona, un borgo medievale incorniciato da boschi e attraversato da innumerevoli torrenti e corsi d’acqua. Dal suo Muraglione si scorge in un suggestivo colpo d’occhio il Tavoliere, fino al Gargano e alle isole Tremiti. All’ingresso del borgo, sarete incuriositi dalla Fontana Muta, dalla struttura monumentale, che rivela lo scroscio dell’acqua solo avvicinandosi. Si susseguono poi piazza Civetta con la chiesa di San Rocco, il corso principale che conduce alla chiesa Madre eretta dai cavalieri templari. Da via Torre si raggiunge il Palazzo e la Torre del Gran Priore fino alla dissetante Fontanella. Un’altra attrazione del luogo sono i portali e gli stipiti incisi ad arte. Da vedere anche l’Arco Calabrese, la chiesa di San Giuseppe, l’Arco dei Mille. E per il palato? Chiedete del piatto del posto, lo spezzatino di agnello, uova e cicorie, del bollito e di pezzéddhe, cicatéddhe e vròcchele p’a scardéddhe, lajianèddhe e cice, frettecéddhe p’i patane o carne a cciopparèddhe.

LA PIETRA DI MONTECORVINO
MontecorvinoOpere monumentali e bellezze naturalistiche fanno di Pietramontecorvino un borgo tra i più belli d’Italia. Pare che la cittadina, in provincia di Foggia, sia nata in seguito alla parziale distruzione di Monte Corvino, causata da Ruggero il Normanno nella prima metà del XII secolo, quando la popolazione si rifugiò nelle grotte della Petra. Proprio nella roccia tufacea sono incastonate le case oggi adibite a depositi e cantine, nel borgo di forma circolare racchiuso tra mura fortificate con case-torri di cui ne resta solo una. Il centro storico è la Terra Vecchia, al quale si poteva accedere attraverso tre porte. Oggi l’unica ancora esistente è Porta Alta, accanto alla quale si inerpica una scalinata che guida al loggiato dell’ingresso settecentesco della chiesa Madre, la più antica del paese (fine XII secolo). In più, sono da visitare in Terra Vecchia il palazzo ducale, la torre normanno-angioina di trenta metri. Se vi piace immergervi nella natura, Pietramontecorvino offre una vegetazione incontaminata per passeggiate ed escursioni ed è popolata anche da cinghiali. Nei dintorni si trovano inoltre il sito archeologico di Sant’Onofrio, e le sorgenti Pila del Ladro e Pila Sant’Onofrio. Specialità gastronomiche della zona sono le paste fresche fatte in casa (rechetèlle o cecatille) con sugo di carne e, tra i dolci, le scartellate e i canzune ripieni di pasta di ceci e cioccolata o castagne. Da degustare il Cacc’è mitte, vino DOC di Lucera.

ROSETO VALFORTORE, LA CITTA’ DEL MIELE E DEL TARTUFO
Roseto ValfortoreE’ il borgo delle rose selvatiche e del fiume Fortore che scorre nella valle ai piedi del pendio su cui ha luogo il paese. Roseto Valfortore è una bella cittadina della provincia foggiana, caratterizzata da un contesto rurale, ricco di mulini e cascate. La cornice bucolica racchiude al centro del borgo la chiesa del SS. Corpo di Cristo realizzata tra il XVIII e il XIX secolo e ora sconsacrata. I vicoli partono da piazza Vecchia e sono disposti in alternanza, uno più largo e uno più stretto per far confluire l’acqua piovana, secondo una tecnica longobarda. I tesori di Roseto Valfortore sono la chiesa Madre, il Palazzo Marchesale, l’arco della Terra. Monumenti a parte, c’è un patrimonio incalcolabile in questo borgo: il talento e le opere degli scalpellini rosetani che hanno realizzato portali, colonne, bassorilievi dalla pietra locale cava. Un altro luogo magico nelle vicinanze è il bosco Vetruscelli dove potrete perdervi tra il profumo delle orchidee selvatiche e altri fiori e ammirare il paesaggio dal belvedere “giro Coste”. La ricchezza di fiori fa sì che Roseto si distingua per la produzione di miele che si affianca al tartufo nero, abbondante nei boschi della zona.

Il viaggio continua a:
Vico del Gargano, Locorotondo, Specchia e Presicce

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