La dolcezza di Sorrento, dalla melodia di Caruso al giardino degli agrumi


SorrentoSorrento è un giardino delle delizie sempreverde a picco sul mare. Come meta turistica, la pittoresca località campana è nota sin dall’antichità. Per merito di un microclima eccezionale ha accolto ospiti illustri come Byron, Wagner, Nitzche, Croce. Tra strapiombi e scorci spettacolari, il profumo dei rinomati limoni, esportati da tempi lontani in tutto il mondo, e’ ovunque. Il resto sono agrumeti, ulivi, palme, fiori e bellezze mediterranee. Viaggio che “spira tantu sentimento” non solo per le canzoni che da “una vecchia terrazza del Golfo di Surrientu” sono diventate mito, ma per il profondo legame mare-terra. Non a caso il panorama mozzafiato del Golfo di Sorrento è perfetto dai 1444 m della vetta più alta dei Monti Lattari, il Monte S.Michele, detto anche Molare per la particolare conformazione. Tra queste montagne nascono prodotti gastronomici dop come il Provolone del Monaco e il fiordilatte di vacca d’Agerola, immancabile negli gnocchi alla sorrentina con sugo e basilico.

Sorrento, la cattedrale romanicaLasciati i monti, c’è il micromondo di Marina Grande. Il villaggio dei pescatori, la pesca con le lampare, le alici, il pesce spada, la costruzione dei gozzi (barche con una sola vela), e S.Anna nell’omonima chiesa che viene festeggiata a luglio con fuochi d’artificio sul mare. Dalla villa comunale, belvedere sul golfo di Napoli e Vesuvio, un’incredibile discesa scavata nella roccia porta a Marina Piccola con l’antica cappella di S.Maria del Soccorso, il porto, le spiagge, e la foce del Vallone dei Mulini. Dei cinque che una volta si animavano di vita popolana, questo vallone, con il rudere del mulino, è quello meglio conservato. Nel 1866 si costruì piazza Tasso, omaggio al Torquato della Gerusalemme Liberata che a Sorrento ebbe i natali, e da allora i valloni diventarono suggestivo sottobosco e musa ispiratrice per artisti. Quanto alle leggende, retaggi di naviganti ellenici ricordano Ulisse e il mito delle sirene “pinnute” (meta’ donne, meta’ uccelli) nelle isole Li Galli – ammirabili nella zona sud di Sorrento verso Amalfi – e nel parco marino di Punta Campanella. Qui la leggenda narra che ogni 14 febbraio, festa di S.Antonino, giungono ancora dal mare i rintocchi della vecchia campana che fu rubata dai saraceni dalla chiesa a lui dedicata.

Capo sorrento, i bagni della Regina GiovannaAl Capo di Sorrento sono da vedere i bagni della Regina Giovanna, resti di una villa romana, angolo di mare prediletto da Giovanna II d’Angiò Durazzo. Passeggiando per il centro storico, dalle antiche mura spostatevi verso via S.Ceareo per lo shopping turistico. Nella penombra di via della Pietà, con i palazzi medievali Vaniero e Correale, giungete alla Cattedrale romanica. Gli altri luoghi da visitare sono il Duomo che conserva le spoglie di S.Antonino e un antico presepe del Settecento, il Museo Correale di Terranova con la storia di Sorrento, la Chiesa della Madonna del Carmine, la barocca dei Servi di Maria, il Museo Bottega della Tarsia Lignea per gli intarsi in legno, il Monastero Domenicano S. Maria delle Grazie con il magnifico portale del Cinquecento in pietra vesuviana, l’edificio sedil Dominova, il Chiostro e la Chiesa di S.Francesco.

E le tradizioni? Carica di mistero è la settimana santa, molto folk è la festa del ceppone (fuoco) di S.Lucia. La tarantella sorrentina è da ballare al Fauno in Piazza Tasso. Per i sapori, non lasciatevi sfuggire prima di ripartire una degustazione di limoncello o nocino, e dell’olio alimentare dop Penisola Sorrentina. E infine un consiglio: per Sorrento la strada è una sola. Scegliete dunque con cura quando visitarla per evitare periodi e ore di punta. Se poi avete tempo, proseguite verso Amalfi e le meraviglie della costiera divina e in un’ora circa di macchina raggiungere anche Napoli.

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