Vedi Napoli e poi… hai un tuffo al cuore


Napoli, Castel Dell’Ovo“Napul’è mille culure”. Regina della Campania, Pulcinella d’Italia, quando si parla di lei è un Carnevale, perché non si sa da dove cominciare. Di certo lo si può fare dai piedi del Vesuvio dove pizza fa rima con piazza, e sfogliatelle con tarantelle. Ma ci sono anche la smorfia, gli aneddoti di una comicità senza eguali, da Totò a Massimo Troisi, e una Canta Napoli da collezione. Qualsiasi idea geniale possa balenarvi in testa è passata prima da qua. Il capoluogo partenopeo è tutto. Ha il centro storico più grande d’Europa, dal 1995 Patrimonio Unesco, con la ricchezza di 27 secoli di storia e tanti sono i suoi luoghi sconosciuti a molti italiani e, spesso, anche ai napoletani. Uno è il bel parco letterario Vergiliano a Piedigrotta, a pochi passi dalla stazione di Mergellina. Ci sono le tombe di Virgilio (da cui prende il nome il parco) e Giacomo Leopardi. Tocca dirlo, un incantevole giardino in altezza che meriterebbe più cura e visibilità. I due monumenti sono patrimonio artistico-culturale d’Italia e non solo, ma la segnaletica stradale per arrivarci è solo all’ingresso del parco. Altra storia meno nota è che non c’è soltanto S.Gennaro a fare il miracolo ogni 19 settembre nel Duomo di Napoli con il più antico battistero d’Occidente. Ma anche la patrona S.Patrizia, venerata nel Monastero di S. Gregorio Armeno ogni 25 agosto.

Napoli, SpaccanapoliSe “t piac o’ presep!” e Natale è già passato, qui in via S. Gregorio Armeno è sempre festa. Non c’è Santo o vip che sfugga all’arte dei presepi di eccellenti artigiani. E’ la famosa Spaccanapoli, antico decumano inferiore che divide il nord e il sud della città. Le botteghe sono piene zeppe di statuette in terracotta, bambinelli, vimini, tombole, cornetti, staffe di cavallo e corna per scacciare invidie d’ogni sorta 365 giorni l’anno. La via brulica di gente, schiamazzi, profumi come quelli delle pizzerie più famose, Gino Sorbillo e Di Matteo entrambe su via dei Tribunali.

Napoli sotteraneaE se vi intrigano i tesori nascosti, non si può perdere Napoli sotterranea, l’antica città. Labirinti e cisterne dove convivono la prima Neapolis della Magna Grecia, quella romana, angioina, sino alla miriade di storie di chi trovò rifugio qui per scampare alle bombe delle guerre mondiali. Tutto il resto è in superficie. Il Maschio Angioino e Castel Dell’Ovo sul lungomare Caracciolo, il Teatro S. Carlo e la galleria Umberto, la bellissima Piazza del Plebiscito con i monumenti simbolo: la Basilica di S.Francesco di Paola, e i Palazzi Reale, Salerno e della Prefettura. Alzando lo sguardo, ecco la collina del Vomero con il medievale Castel Sant’Elmo, e la sorprendente Certosa e Museo di S.Martino, balcone sospeso di rarità gotico-barocche. Da quassù, Capodimonte, noto per il Museo delle ceramiche, la chic Posillipo con la finestrella di Marechiaro e tutto il Golfo di Napoli con le lontane isole di Capri, Ischia, Procida e Vivara sono un tuffo al cuore. Altro stupore è Mergellina con Via Chiaia, l’infinita piazza del Gesù e l’omonima Chiesa. Via Toledo è per lo shopping costoso e la tante chiese che la circondano come S.Maria Francesca delle Cinque Piaghe, patrona dei quartieri Spagnoli. Al suo interno, c’è una sedia per le donne che invocano una grazia “in fasce”. Non lontano, il Monastero di S.Chiara con il magnifico chiostro maiolicato delle Clarisse. Altre tappe doverose: il cimitero della Fontanelle, antico ossario nel quartiere Sanità; il Museo-Cappella di S.Severo con il suggestivo Cristo Velato di Giuseppe Sammartino (1753); e dulcis in fundo la Chiesa di Pio Monte della Misericordia, istituzione benefica del 1602, che conserva il capolavoro di Caravaggio “Le sette opere della Misericordia” e altri dipinti di scuola napoletana. E quando giunge il tempo dei saluti, sfogliatella da Attanasio, vicino la stazione, e un ultimo sguardo al mare, magari verso Sorrento.

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