La suggestione senza fine dei mille volti di Palermo


Visitare Palermo è come entrare in un colorato e chiassoso bazar. L’ammaliante Shahrazad dalle mille e una storia, mai governata dai siciliani, ha sempre accolto tutti. Sarà anche per l’origine del suo nome, Pan–Ormos che significa proprio “tutto porto”. Prima arrivarono i fenici, poi i romani, e a seguire una miriade di popoli. Oggi visitando la città di Palermo lo sguardo risplende dell’arte lasciata da bizantini, arabi, normanni, svevi e spagnoli. Qui sacro e profano fanno a gara come nel Festino di Santa Rosalia, patrona di Palermo, che dal 1624 si tiene ogni anno nella notte tra il 14 e il 15 luglio: U fistìnu è un corteo storico che attira migliaia di turisti nel vortice di luci, suoni, sapori tipici e fuochi d’artificio al termine della lunga marcia del Carro della Santuzza.

Palermo, piazza dei Quattro CantiSe vi state incamminando alla scoperta dei monumenti del capoluogo siciliano, potete partire dalla sontuosa Cattedrale e dal Palazzo Reale con la Cappella Palatina. Belle sono anche le chiese barocche di S.Caterina d’Alessandria e la Casa Professa, la bizantina S.Maria dell’Ammiraglio – detta Martorana – con la vicina S.Cataldo e più lontano S.Giovanni degli Eremiti, entrambe dalle cupole rosse, tesoro d’Oriente. Nel centro esatto della città, tra via Maqueda e corso Vittorio Emanuele, i Quattro Canti (anche Teatro del Sole) sono evocazione delle Quattro Fontane di Roma e simbolo per eccellenza dei viceré spagnoli. Più in là, le antiche mura romane. Il suggestivo quartiere della Kalsa, che oggi è il cuore pulsante di Palermo, era un tempo la zona prediletta dagli arabi. E’ qui che si può scoprire un’altra delle meraviglie di Palermo, l’Orto botanico che oggi è uno dei giardini botanici più importanti d’Europa.

Palermo, Palazzo la ZisaSe nel centro storico troneggiano il Teatro Massimo, più grande luogo lirico d’Italia, piazza Pretoria (per tutti piazza della Vergogna) con il Palazzo Pretorio, il Genio di Palermo, patrono laico della città con le sue statue sparse ovunque, Porta Nuova e tanto altro, sottoterra c’è tutta un’altra Balarm (nome arabo di Palermo) da scoprire. E’ l’infinita rete dei Qanat creata soprattutto in epoca araba. Gallerie e pozzi che un tempo erano collegati a ville baronali per l’approvvigionamento idrico. Esplorare i Qanat è un’esperienza unica purché non soffriate di claustrofobia. Per tutti, invece, un’idea è la visita alle camere dello scirocco in palazzi d’epoca. Il fascino arabo più disarmante è al Palazzo della Zisa, fuori dalle mura. Negli storici mercati, dalla Vucciria a Ballaro, a quello del Capo o Borgo vecchio, la scia d’Oriente continua con un brulicare frenetico di voci tra spezie, capperi sotto sale di tutti i tipi, arance, limoni e tanto made in Sicily. Quanto al palato, non perdetevi le strepitose arancine bomba: con i palermitani non chiamatele mai arancini come nel resto della Sicilia. Da provare di mattina, lo sfincione: la pizza rustica palermitana che è stata inserita tra i prodotti agroalimentari tradizionali italiani. E poi il pane alla milza, pane, panelle e crocché, ‘a quarume” cioè un bollito, la tipica pietanza calda di strada. Davanti ai dolci non riuscirete a porvi limiti, con i sapori sublimi di cassata e buccellati a base di pastafrolla.

Per godervi ore e ore di relax, andate al parco della Favorita, con il laghetto e l’inaspettata Palazzina Cinese. Camminando poi nel centro storico, ricordate gli eroi moderni, come Falcone e Borsellino, e tutti gli altri grandi la cui memoria è scolpita sui gradini del noto tribunale, e non solo.

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