Siena: la dama del Medioevo che conquista al primo sguardo


Siena è una città speciale fatta di storie di fanti e cortigiane dalla gesta vincenti, tradizioni antiche, riti festosi e sapori che restano impressi tra i ricordi più piacevoli. Patrimonio Unesco dal 1995, il centro storico di Siena, raccolto nella cinta muraria, è un fiore che si schiude e si scopre pian piano. Cuore dell’altopiano toscano da sempre rivale della vicina Firenze, Siena ha origini incerte. L’impronta etrusca è, tuttavia, un tratto distintivo della cultura senese e di tutta la zona del Chianti.

Siena, Piazza del campo

Siena è famosa in tutto il mondo per il Palio, l’avvincente corsa di cavalli che si svolge due volte l’anno, il 2 luglio e il 16 agosto, e per le sue diciassette contrade. Siena è anche cultura millenaria con l’antichissima università che risale al 1240. Attraverso vicoletti, archi, scalinate ed eleganti costruzioni medievali con mattoncini e tetti color terra, in una scia senza tempo, si giunge all’anima della città: Piazza del Campo. La proverbiale bellezza dei palazzi gotici che valorizzano la sua forma a conchiglia, divisa in nove spicchi, è un concentrato di monumentalità e incanto. In una panoramica da grandangolo al centro della piazza risalta la copia della Fonte Gaia di Jacopo della Quercia (l’originale è custodito nel museo di Santa Maria della Scala). Gaia, appunto, per la gioia di essere stata la prima fonte pubblica realizzata nel 1386. Su un lato, la piazza è chiusa dal Palazzo Pubblico, mattoni rossi e marmo bianco per la sede del Municipio e del Museo Civico che contiene dipinti pregiati di Simone Martini, Duccio di Boninsegna e Ambrogio Lorenzetti. Per un’antica consuetudine, sia il Palazzo Pubblico sia la piazza stessa non fanno parte di nessuna contrada. Accanto al Palazzo Pubblico troneggia la Torre del Mangia, tra le più alte d’Italia, così chiamata dal nome del primo campanaro, Giovanni di Duccio, detto “Mangiaguadagni”, per la sua fame unita allo sperpero di denari. Quattrocento scalini non sono pochi per raggiungere la cima, ma la straordinaria veduta sulla città e sulla campagna senese ripaga la fatica. Ai piedi della torre, la Cappella di Piazza è l’omaggio alla Vergine Maria per aver salvato la città dalla peste nera che l’aveva colpita nel 1348. Poi si susseguono i bei palazzi: Chigi-Zondadari, Sansedoni, la Loggia della Mercanzia, il blocco delle Case De Metz, e il d’Elci.

Siena, il DuomoLa Costarella, la stradina in salita che fiancheggia la piazza, è la porta d’ingresso al magnifico mondo dei contradaioli che si preparano tutto l’anno in vista del Palio, anche se su diciassette contrade le sfidanti saranno solo dieci: le sette che non hanno corso l’anno prima e tre estratte a sorte. Quattro giorni di Palio, al termine dei quali ha luogo la sfida. I fantini non solo si contendono il “Drappellone”, la tela disegnata ogni anno da un artista diverso, ma il prestigio e la gloria di una città in tripudio. Via Banchi di Sopra, Banchi di Sotto e Via di Città, le celebri strade del Palio, valgono anche per il gusto e lo shopping. Alla Pasticceria Nannini Conca d’Oro (via dei Banchi di Sopra, 24) una sosta per assaggiare i dolci senesi è d’obbligo. Il cibo a Siena è una vera e propria cultura: i laboratori artigianali tramandano la tradizione di prodotti di origine medievale, nati nei conventi. Dal panforte, un dolce speziato preparato con mandorle, frutta candita e miele, di cui una variante speciale venne preparata e offerta alla Regina d’Italia Margherita di Savoia nel 1879, durante una sua visita ufficiale a Siena, al prezioso panpepato che è l’antenato del Panforte, realizzato con miele misto a spezie ed aromatizzato con pepe nero e zenzero. Per proseguire nel mondo delle delizie con i cavallucci che sono dei particolari biscotti molto densi e con un gustoso ripieno a base di noci, frutta candita, miele e spezie, tra cui l’anice, e i ricciarelli – teneri biscotti di forma ovale, a base di mandorle, miele, zucchero e albume d’uovo. I raffinati del green food, invece, non possono perdersi, ogni venerdì, a piazza Mercato (alle spalle di piazza del Campo) il mercatino dei prodotti agricoli a chilometro zero. E per un Chianti con un bel piatto di pici? Suggeriamo lo storico Tre Cristi. Per le grandi tavolate con amici, optate per l’Hostaria Rialto, nell’omonima via al n. 4/6.

Prima di andar via, c’è ancora da vedere il Duomo di Siena, la Cattedrale di S. Maria Assunta in stile romanico gotico con il pregiato pavimento marmoreo figurato, il Museo dell’Opera del Duomo, il Complesso Museale di S. Maria della Scala, la Basilica di S.Maria Provenzano con la bella facciata del Seicento, e l’imponente Basilica Cateriniana di S.Domenico con la Sacra Testa, venerata reliquia di S.Caterina da Siena, e tanto altro. E per chi ha qualche giorno a disposizione per scoprire anche le altre meraviglie toscane, San Gimignano con le sue torri, Firenze, Montepulciano e Pienza sono altre mete ricche d’incanti.

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