Firenze, tesoro d’arte di tutti i tempi


Oh, Firenze!

Firenze, ponte vecchioQuante cartoline, ricordi, inchiostri non sprecati, tavolozze di opere magistrali restano nello splendore rinascimentale che il tempo ha lasciato intatto, la storia scolpito, e la cultura allestito. Firenze, la preziosa città d’arte toscana lieve e silenziosa nel fluire dell’Arno, brulicante e viva nell’andirivieni dei turisti di tutto il mondo che affollano Ponte Vecchio con le antiche oreficerie del Cinquecento. Intellettuale e geniale nel segno di Cosimo e Lorenzo Medici e dei tanti banchieri che di questa città ne hanno fatto un grande tesoro. Il dolce stil novo di Dante riecheggia ovunque a Firenze, specie davanti alla Basilica di S.Croce, dove la statua del poeta troneggia sovrana sull’omonima piazza. Fu il luogo di incontro prediletto dei più noti saggi del Rinascimento e, ancor prima, dei francescani che, con le loro prediche, attiravano masse di fedeli. La Basilica di S.Croce – il Tempio delle Itale Glorie per i tanti letterati, artisti e scienziati che qui sono sepolti – è la massima espressione di gotico: uno dei tanti tasselli di un meraviglioso mosaico di arte e cultura incomparabili.

Firenze, piazza del DuomoPatrimonio Unesco dal 1982, il centro storico di Firenze è un susseguirsi di straordinari incanti. Iniziamo dall’elegante facciata di marmi verdi e bianchi di S. Maria Novella, chiesa duecentesca dell’ordine domenicano, progettata da Leon Battista Alberti con gotico e affreschi favolosi. Altrettanto di classe è via Tornabuoni con il retro del grande Palazzo Strozzi. Si alza il sipario e, voilà, Piazza Duomo. Sembra un modellino per bambini tanta è la dovizia di incastri e particolari. D’impatto colpisce la forma ottagonale del Battistero di S.Giovanni, patrono della città, e la perfetta armonia, anche qui, del bianco col verde dei marmi di fronte alla ‘Signora’ cattedrale di S.Maria del Fiore, il Duomo, appunto. Iniziata da Arnolfo di Cambio nel 1296, solo nel 1436 il talento di Filippo Brunelleschi la rese unica al mondo con la splendida cupola. E accanto svetta il campanile di Giotto. Percorrendo via dei Calzaiuoli, si arriva a piazza della Signoria con Palazzo Vecchio – simbolo del potere civile di Firenze, oggi sede del Comune e del museo – e la copia del David di Michelangelo, il cui originale è conservato nella Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Firenze. Mentre si contempla il David, perché non approfittare di una visita agli Uffizi? Sono riconoscibili dall’interminabile serpentone di turisti, immancabile in tutte le stagioni. E Palazzo Pitti? Regno d’arte, per i musei e gallerie che racchiude, e simbolo della moda dei nostri tempi moderni. Alle spalle, il Giardino di Boboli, fiore all’occhiello dei Medici che lo resero vero e proprio museo a cielo aperto con statue, fontane, grotte, e lunghi viali per far rilassare corpo e spirito, modello di giardino all’italiana in molte corti europee. Vale la pena fare un salto anche in piazza S.Spirito per il suo artigianato del cuoio, di pelletteria, tessile e tanto altro della tradizione fiorentina. E’ una delle poche piazze alberate in città, contornata da bellissimi palazzi signorili e dall’omonima chiesa, altra opera di Brunelleschi del 1444.

Firenze, il David in piazza della SignoriaE quando avrete esaurito tutte le bellezze di Firenze, prendete l’arte e mettetela da parte. Non partite subito per la bella Siena. Piuttosto, fermatevi in una delle tante osterie e concedetevi un buon Chianti da accompagnare ai piatti della buona cucina fiorentina. Perché tanto non vi basterà una vita per scoprire il capoluogo toscano.  Fiorentina a parte, di questi tempi, ben ci sta la pappa di pomodoro o la ribollita, la zuppa preparata sapientemente con le verdure cotte avanzate dai piatti dei giorni precedenti. Piatto comune in tutta la Toscana, può avere delle varianti, ma per essere una ribollita Doc non devono mancare i fagioli, il cavolo verza e il cavolo nero. Oppure, se siete più tipi da street-food, forse il panino con il lampredotto fa più per voi. I fiorentini dicono che sia questo il vero piatto di Firenze. Economico e gustoso, è il cosiddetto quinto quarto di frattaglie bovine che si acquista dai baracchini dei trippai disseminati in vari angoli della città. In alternativa c’è la trippa al sugo. Per i golosoni, ottima è la deliziosa schiacciata con l’uva, o un buon castagniaccio, budino o torta a base di castagne.

Non lasciate Firenze senza averla vista dall’alto del preziosissimo S.Miniato al Monte con la basilica romanica, anch’essa con marmi verde e bianco per la facciata, una bella ricompensa per le fatiche della salita. E non dimenticate di canticchiare “la porti un bacione a Firenze”, perché qui ci si innamora.

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