Torino: il fascino regale della prima capitale d’Italia


Torino, Palazzo Madama ed il castelloC come Torino. Capitale, cinema e cioccolato… di classe. C come le iniziali delle sue piazze più note: Castello e S. Carlo. Ancora C come i caffè che qui hanno scritto pagine di storia. Visitare Torino significa tuffarsi nella cultura che, come un alone magico, circonda la città prima capitale d’Italia e per secoli residenza di re, duchi, marchesi. Il centro di Torino è stato, per secoli, nucleo del potere politico sabaudo e cuore di Casa Savoia che ha lasciato il segno con i fasti di aristocratiche residenze e con il suo amore per le arti anche nella cosiddetta “corona di delizie” intorno al centro: ne sono un esempio Villa della Regina, il Castello del Valentino, la Palazzina di Caccia di Stupinigi e la Reggia di Venaria, la Basilica di Superga, i castelli di Rivoli e Moncalieri. Passeggiando per Torino, è inevitabile imbattersi in palazzi raffinati, romantici giardini, statue, monumenti e architetture ispirate al barocco o al Liberty. Gli itinerari qui non sono mai prevedibili né banali: da Palazzo Reale, prima e più importante delle residenze sabaude risalente al Seicento e dal 1997 Patrimonio Unesco, a Palazzo Madama – sede del Museo Civico di Arte Antica di Torino e opera di Filippo Juvarra ispirata alla fronte posteriore di Versailles – dal Teatro Regio all’Archivio di Stato. E poi il Grattacielo Littorio, la Chiesa di S.Lorenzo, Palazzo Chiablese, l’Armeria, e la Biblioteca Reale, che conserva opere di Leonardo.

Torino

In quello che è il simbolo di Torino, la Mole Antonelliana che svetta nel centro storico con i suoi 168 metri d’altezza, oggi ha sede il Museo Nazionale del Cinema. La Mole è dotata di un ascensore panoramico dal quale non ci si può perdere la vista straordinaria sulla città e sull’anfiteatro delle Alpi.

L’elegante Regina d’Italia ha ritrovato tutta la sua grazia con le Olimpiadi Invernali del 2006 che hanno ridefinito la pedonalizzazione del centro storico. Piazza Castello, punto di snodo e un tempo fulcro dello stato piemontese durante la Corte Sabauda, è il caso più lampante di un luogo diventato un magnifico salotto a cielo aperto. Da piazza Castello partono le quattro grandi strade di Torino: la romana Via Garibaldi, strada tra le più lunghe d’Europa, via Pietro Micca, via Po’, e la famosa via Roma, che tra griffe e incantevoli vetrine sotto i portici, ci porta a piazza S. Carlo: un altro gioiello di signorile convivialità en plain air. Al centro troneggia solitario il monumento di Emanuele Filiberto nell’atto di ringuainare la spada dopo la battaglia di San Quintino del 1557, realizzato da Carlo Marocchetti. A dare più profondità ed effetto alla piazza, sugli angoli a sud, ci sono le due chiese gemelle di S. Carlo e S. Cristina. Tutt’intorno ci si perde nella monumentalità dei palazzi e dei caffè come lo storico S. Carlo, sotto i portici della piazza. A renderlo un luogo speciale è stata la frequentazione da parte di personaggi conosciuti per il loro anticonformismo (che più volte ne ha causato la chiusura): Dumas, Crispi, Gramsci, Einaudi sono solo alcuni dei tanti nomi celebri che l’hanno usato come roccaforte. Il caffè S. Carlo è una reggia decorata con marmi, poltrone di velluto rosso, dipinti e un magnifico lampadario di cristallo a goccia in vetro di Murano. Altri memorabili caffè sono il bar-ristorante “Del Cambio”, luogo d’incontro preferito da Cavour di fronte a Palazzo Carignano, è stato anche sede del primo Parlamento Italiano; e “Al Bicerin” sulla piazza del santuario della Consolata. Qui è nata l’omonima bevanda, evoluzione della settecentesca “bavareisa”. Il bicerin è una prelibatezza di caffè espresso, cioccolata e fresca crema di latte, servita in alti bicchieri di vetro bicerin. Piccoli, appunto. E’ una delle varie eccellenze enogastronomiche di Torino, come i vini pregiati, il cioccolato e i grissini.

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