Castelli dell’Alto Garda: un itinerario inedito tra il lago e le Dolomiti


Castel ToblinoI Castelli dell’Alto Garda, che spiccano tra i panorami limpidi del Trentino, nascondono leggende d’ogni sorta. Racchiudono storie nelle quali perdersi a qualsiasi età. Castel Toblino è forse il più noto dei Castelli trentini. Unico nel suo genere, è immerso nell’omonimo lago, in piena valle tra Padergnone e Sarche, in zona Calavino. Nato da uno sperone roccioso staccatosi dalla montagna sovrastante, e finito nel lago, Castel Toblino ha una forma quadrangolare ed è uno spettacolo naturale che ben si armonizza con la robusta cinta merlata e il magnifico parco che lo circondano.  Duemila anni fa fu concepito come piccolo tempio dedicato al culto delle fate che vivevano sull’isola: lo testimonia una lapide che si trova nel lussuoso portico. Oggi quel che resta del Castello è il frutto della riedificazione voluta da Bernardo Clesio nel XVI secolo. Da allora, il carattere lacustre della fortezza lo distingue in tutto il Trentino. Tra le sue mura si aggrovigliano misteri e leggende del passato – come quella del principe vescovo Madruzzo e di bellissime amanti – che, oggi, riecheggiano nei sapori e profumi dell’omonimo ristorante, rifugio genuino per palati raffinati.

Castello di Arco di TrentoIl Castello di Arco è un altro esempio di fortezza arroccata. Impreziosito da un ricco sentiero di ulivi che ci conduce al suo ingresso, e dai prati che si trovano una volta varcata la soglia, il Castello di Arco è un gioiello dell’anno 1000, di cui rimane l’antica muraglia e le due torri. Il suo fascino è stato immortalato nel bel dipinto di Albrecht Durer del 1495, dal titolo “Fenedier Klawsen”. Opera di “nobili liberi”, che volevano difendersi dagli attacchi, la sua imponente struttura ha resistito nei secoli malgrado le vicissitudini che l’hanno colpita nel corso della storia. Prima bombardato dai francesi nella guerra di secessione al trono di Spagna, poi oggetto di contesa tra i proprietari d’Arco, il Castello è stato finalmente acquisito dal Comune di Arco nel 1982. I suoi interni, in particolare la terza stanza, sono arricchiti da affreschi del ‘300-‘400.

Castel StenicoE che dire di Castel Stenico? La sua storia è legata ai principi vescovi di Trento, che amministravano anche la giustizia, ma è nato come rifugio degli Stoni, popolazione alpina da cui prende nome il paese, poi sterminata dai romani. Complesso di palazzi altomedievali e cortili, Castel Stenico domina la conca delle Giudicarie esteriori. Imponente e severo all’esterno, con la torre della fame – così detta perché qui venivano fatti morire di stenti i prigionieri, le cui anime inquiete comparirebbero nelle notti di luna piena – si scopre elegante e pregiato nelle sale interne. Sculture, affreschi, raffinati arredi, collezioni provenienti dal Museo del Castello del Buon Consiglio gli conferiscono una straordinaria magnificenza. La cappella di S.Martino con il ciclo di affreschi (inizi XIII) sulla nascita e vita di Gesù, venuto alla luce durante i restauri degli anni Ottanta, sono un altro tesoro nascosto.

Volendo finire in bellezza il nostro viaggio, vale la pena andare ad ammirare Castel Drena per la suggestiva posizione geografica. La sua torre merlata (27 m) si staglia, infatti, solitaria nel meraviglioso deserto della Marocche, una distesa di macigni: 187 milioni di metri cubi di origine glaciale.

E poi Castel di Tenno (XII), preziosa fortezza nel singolare paesaggio che divide le vie alpine per le Valli Giudicarie, seppure non visitabile in quanto residenza privata.

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