Le cattedrali di Puglia, splendidi tesori simboli di una storia millenaria


Più volte trasformate nel corso dei secoli, le Cattedrali e i loro campanili slanciati, sono il cuore pulsante della Puglia. Costruzioni di straordinaria bellezza, rievocano quel Medio Evo di scoperte furtive e traslazioni che sfioravano l’illegalità e sono la massima espressione del “romanico pugliese”.

La più nota delle traslazioni è quella di S. Nicola di Mira, le cui reliquie furono portate a Bari nel 1087, da 62 marinai. Oggi sono conservate a “Bari vecchia” nella Basilica di S. Nicola, il cui modello architettonico ha ispirato gran parte delle cattedrali pugliesi. Ma tutte hanno una storia da raccontare. Eccola:

La cattedrale di SanNicola a Trani

Trani

Davvero scenografica per la splendida posizione, la Cattedrale di Trani è dedicata a S. Nicola il Pellegrino e, nel 2002, è stata proclamata Monumento messaggero di una cultura di pace. Elegante e leggiadra, rivestita della bianca pietra di Trani, è una Chiesa doppia, oltre che l’unica cattedrale pugliese sul mare, vicina al porto. L’arco trionfale, che sovrasta l’accesso al transetto e alle altissime absidi che ricordano le canne di un organo, domina l’immensa piazza. Iniziata nel 1099 per accogliere le reliquie del giovane pellegrino greco Nicola, morto a Trani in odore di santità, la Cattedrale fu terminata nel 1143, senza il campanile. La pianta a croce latina è suddivisa in tre navate. Navata centrale e transetto sono coperti da capriate a vista, mentre le due laterali hanno volte a crociera. Nella zona presbiterale sono presenti i resti di un mosaico del XII secolo, appartenente forse alla prima pavimentazione. La cripta trasversale, intitolata al Santo, è costituita da 42 crociere sostenute da 28 colonne in marmo greco, sormontate da capitelli. La facciata aveva una porta in bronzo realizzata dallo scultore Barisano di Trani, che oggi è conservata all’interno della cattedrale.

La cattedrale di SanValentino a BitontoBitonto

Spostandosi a Bitonto, verso l’interno, si scopre la splendida cattedrale di S. Valentino. La chiesa si trova nel centro storico le cui stradine serpeggianti sono costeggiate da palazzi con portali barocchi e logge del XVI secolo. Il più raffinato è il Palazzo Sylos Labini, in stile rinascimentale, con la porta gotica dagli evidenti influssi catalani, eredità della lunga dominazione  aragonese. La cattedrale di San Valentino, orientata a sud-est, costeggia una stretta piazza, al centro della città. Fu costruita su una chiesa molto più antica, i cui resti – frammenti di muri e sezioni di un mosaico di un grifo alato– si trovano sotto la navata. Come la cattedrale di Bari, anche quella di Bitonto fu un’emulazione della Basilica di San Nicola. La disposizione, con un’alta navata fiancheggiata dalle altre navate  laterali, i transetti slanciati e le tre absidi, è la stessa. Ma il lato che si affaccia sulla piazza, con la loggia a sei arcate rientrate sotto gli elaborati lanternini surclassa la chiesa che l’ha ispirata. La facciata principale poi, è davvero maestosaIl portale centrale è riccamente decorato: le colonne sono rette da figure zoomorfe e gli architravi scolpiti con scene della natività e della discesa nel limbo. Un rosone con altri animali è collocato in alto, sul frontone centrale. All’interno della Cattedrale troviamo un elemento originale di grande pregio, l’ambone del 1229 riccamente elaborato, a firma di “Nicolaus sacerdos et magister”. Attraverso alcune rampe di scale si arriva alla più interessante di tutte le cripte pugliesi poste sotto il presbiterio. Anche questa ha tre absidi. Retta da trenta colonne presenta dei capitelli di qualità eccezionale con tori, maiali e altri animali, figure umane in varie pose e un fogliame rigoglioso.

Contea feudale degli Altavilla Bitonto, intorno all’anno mille, riacquistò autonomia e importanza commerciale grazie ai Normanni di Sicilia. Secondo alcune fonti, infatti, la Cattedrale fu voluta da Federico II. Il simbolo più evidente del legame dello Stupor Mundi con questa Chiesa è sicuramente l’ambone con l’uccello piumato e i quattro membri della famiglia sveva – Federico I Barbarossa, Enrico VI, Federico II e il figlio Corrado – che si passano lo scettro. Un altro riferimento a Federico II si trova sul fianco meridionale della Cattedrale. L’ultima delle sei arcate corrisponde alla porta della scomunica, in ricordo dell’accusa che Papa Gregorio IX rivolse al Re per essere sceso a patti con il sultano Al Kamil durante la crociata del 1227.

Dalla piazza della Cattedrale inizia poi uno straordinario itinerario nel borgo storico della città che va dal torrione Angioino, sede della Galleria d’Arte Contemporanea, al Cinquecentesco palazzo nobiliare Sylos Calò che ospita la Galleria d’Arte Nazionale De Vanna.

La cattedrale di SanSabino a Bari

Altre due cattedrali che riprendono la costruzione della Basilica di Bari si trovano a Ruvo e a Bitetto. La prima presenta un caratteristico profilo triangolare mentre l’altra ha una facciata che è stata ricostruita nel 1335, da Lillo da Barletta.

Bari

Ritornando nel cuore di Bari vecchia, troviamo la Cattedrale di Santa Maria, oggi di S. Sabino. Le linee architettoniche severe e sinuose sono simili a quelle della vicina Basilica di San Nicola, patrono della città. Sede dell’Arcivescovado, questa Cattedrale è stata per secoli punto di riferimento per il clero e il potere cittadino. La facciata è suddivisa in due parti. In quella inferiore si aprono tre portali dell’XI secolo; in quella superiore è inserito un rosone con una ghiera finemente scolpita con figure di mostri ed esseri fantastici. All’interno la cripta conserva le reliquie di S. Sabino e l’icona della Madonna Odegitria, trasferita qui, secondo la tradizione, nel VII secolo. La Sacrestia, detta Trulla, che in origine doveva essere un battistero, ha una particolare forma cilindrica. Adiacente alla Cattedrale, nel palazzo della Curia, c’è il Museo Diocesano nel quale sono conservate preziose opere d’arte.

Altamura

Spostandosi nel Parco dell’Alta Murgia, ad Altamura, troviamo la Cattedrale dedicata all’Assunta.

Il prospetto si presenta come un ricco apparato scultoreo, mentre l’interno è un connubio di eleganza, armonia e leggerezza di forme e decori.

E’ l’unico tempio la cui costruzione, nel 1232, è stata sicuramente voluta da Federico II. A cinquant’anni dalla sua morte, nel 1300, fu anche realizzato il magnifico portale, il più bello di tutta la Puglia. Federico II concepì la Cattedrale come un unicum architettonico, proprio come Castel del Monte. Per questo la rese libera dalla giurisdizione vescovile e la considerò cappella appartenente al Palazzo Reale. All’interno, nelle tre navate, è possibile ammirare solenni matronei, marmi policromi di Calabria, dorature e splendide tele della scuola appulo-napoletana dell’Ottocento a firma di Domenico Morelli e Francesco Nitti, oltre alle innumerevoli sculture e al prezioso presepe in pietra policroma del 1587.

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