A Cisternino la Puglia più trendy incontra i sapori della tradizione


Cisternino è una casbah nostrana della Valle d’Itria, in Puglia. Balzata alla cronaca per essere uno dei luoghi “immuni” alla profezia Maya, Cisternino è la fine del mondo per il suo straordinario e genuino incanto.

Non è un caso se il posto è tra i borghi più belli d’Italia ma anche Bandiera arancione Touring Club e città slow. Dal 1979, inoltre, è centro ashram di livello internazionale Bhole Baba, per la preghiera e la meditazione.

Situato nel triangolo Bari-Brindisi-Taranto, Cisternino si trova in provincia di Brindisi, mentre fino al 1927 ha fatto parte della terra di Bari, di cui conserva la radice del suo dialetto.

Di origini messapiche, il paese ha vissuto diverse vicissitudini storiche. Con i Romani divenne Sturninum, probabilmente distrutto nel 216 a.C. durante le conquiste di Annibale in Puglia. L’origine del suo nome è attribuita ai monaci basiliani venuti dall’Oriente nel VIII secolo. Questi, avendo trovato le rovine dell’antica Sturninum, per identificare l’area su cui costruirono la loro badia dicevano “San Nicolò Cis-Sturninum”, cioè al di qua di Sturninum.

L’architettura spontanea cistranese è un meraviglioso intreccio di spazi pubblici e privati.

Case basse imbiancate a calce, vicoli stretti, archi, corti nascoste, portoni con scale ripide e balconi fioriti sono i tasselli di un meraviglioso mosaico dal fascino orientale.

Piazza dell'orologio a CisterninoNel labirinto di strade e vicoletti dei suoi quartieri storici (Bère Vècchie, Scheledd, u Pantène e L’Isule) colpiscono la Chiesa matrice di S. Nicola di Patara (realizzata nel XIV secolo nella stessa area in cui sorgeva la badia dei monaci) con la facciata neoclassica e l’interno in stile romanico-pugliese e una bellissima Madonna del cardellino di Stefano da Putignano; la torre normanna “Civica” o di “Porta Grande” (XIII sec.), ingresso principale della città in epoca medievale; le torri cilindriche angioine, una annessa a Palazzo Amati e l’altra a Palazzo Ricci-Capece; quella dell’Orologio (XIX sec.) nell’ariosa piazza Vittorio Emanuele, il Palazzo Vescovile e quello del Governatore del XVI secolo,  oltre alla Chiesa di S. Cataldo in stile barocco (XVIII sec.) e quella di S.Quirico e Giulitta (XVII sec.), patroni del paese.

Tutt’intorno la Valle d’Itria e i suoi meravigliosi trulli sparsi in una miriade di colline, poggi, saliscendi carsici e secolari alberi d’ulivo dal volto umano, un paesaggio davvero incantevole che ha conquistato anche tantissimi stranieri. Questa porzione di Puglia, soprannominata Trullishire, è la meta preferita di viaggiatori esigenti e raffinati che ne apprezzano anche le tante delizie gastronomiche.

Orecchiette con sugo e ricotta forte, latticini, friselle con pomodoro e pregiato olio d’oliva extravergine, sono solo alcune specialità di un variegato menù.

Cisternino, infatti, è famosa per i suoi “fornelli pronti”, macellerie con forno a legna e sala, dove è possibile degustare la carne insieme a un buon bicchiere di vino.  Secondo alcuni questa tradizione nasce dall’esigenza dei contadini che, pagati alla giornata, passavano a comprare la carne. In quelle occasioni spesso i macellai si trasformavano in osti cuocendone una parte nei loro forni, al momento.

Nel tempo le ricette del fornello hanno subito una naturale evoluzione. Oggi non si preparano più solo i tagli di carne meno nobili come le frattaglie e i classici gnummareddi (interiora di agnello), i turcineddhi (involtini di fegato e cuore di agnello e capretto) o i fegatini (involtini di fegato e aromi).

Si possono gustare anche la salsiccia a punta di coltello e le bombette, involtini di capocollo di maiale con impasto di carne macinata o caciocavallo, prezzemolo, sale e pepe avvolti da pancetta o impanate.

Ce n’è per tutti i gusti. Uno dei fornelli storici è quello si Zio Pietro, dietro Piazza Dell’Orologio. Qui, nella parte anteriore del locale si sceglie la carne al banco macelleria. Nell’attesa si gusta un antipasto di formaggi, salumi e le tipiche olive della zona, piccole e dal sapore aspro, insieme al vino primitivo della casa.

Tra i prodotti di artigianato locale spiccano i cesti di vimini e i rosari che, solo qui, sono fatti con i noccioli delle olive. Nei dintorni, c’è la Madonna d’Ibernia, una chiesa sorta nel 1100, culto dei cistranesi e simbolo di fertilità; i Giardini di Pomona con oltre 700 alberi da frutto in contrada Figazzano; Ostuni, la città bianca e anche Alberobello che, con i suoi trulli, è Patrimonio Mondiale Unesco dal 1996.

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