La bellezza maledetta di Ca’ Dario

Ca' Dario - MonetUna vecchia cortigiana decrepita piegata sotto la pompa dei suoi monili” così definì Gabriele D’Annunzio Ca’ Dario, il Palazzo maledetto di Venezia. Eppure la facciata di questo edificio che si trova sul Canal Grande, nel sestiere di Dorsoduro, è una delle prime e più eleganti espressioni del Rinascimento Veneziano.

Ca’ Dario è infatti spesso descritta come uno dei palazzi più caratteristici di Venezia ed è spesso paragonata alla Ca’ d’Oro. La sua strana bellezza colpì anche Ruskin che ne descrisse le decorazioni marmoree della facciata con dovizia di particolari. Il retro, dipinto di rosso, dà su Campiello Barbaro. Nel 1908 Claude Monet utilizzò Ca’ Dario come soggetto per una serie di dipinti: tutti con una prospettiva identica, ma con luci diverse. Uno degli ultimi interventi di restauro e arredo è stato curato nel 1977 da Giorgio Pes,  l’arredatore del film “Il Gattopardo”.

Visibilmente inclinato a causa di un assestamento delle fondamenta, il palazzo ha la facciata asimmetrica, in pietra d’Istria, riccamente decorata da marmi policromi disposti a medaglioni circolari.

I camini, in tipico stile veneziano, sono fra i pochi esemplari originali dell’epoca arrivati ai nostri giorni, mentre la balconata neogotica fu aggiunta nel XIX secolo.

Alla base dell’edificio c’è l’iscrizione VRBIS GENIO IOANNES DARIVS (Giovanni Dario protettore della città).

Il palazzo fu infatti commissionato nel 1479 all’architetto Pietro Lombardo da Giovanni Dario, segretario del Senato della Repubblica di Venezia come dote nuziale per la figlia, promessa sposa di Vincenzo Barbaro, un ricco mercante di spezie.

La bellezza architettonica di Ca’ Dario contrasta con la sua fama di palazzo maledetto, legata al tragico destino di molti dei suoi proprietari, colpiti da dissesti finanziari e morti violente, a cominciare proprio da Giovanni Dario. Sua figlia Marietta, infatti, si tolse la vita in seguito alla rovina economica del marito, che a sua volta morì accoltellato.

Drammatica anche la fine del figlio Vincenzo, ucciso in un agguato a Candia, sull’isola di Creta.

Queste tre morti  fecero molto scalpore tra i veneziani, che anagrammarono l’iscrizione sulla facciata, trasformandola in SVB RVINA INSIDIOSA GENERO (Genero insidiosa rovina)

Ca' Dario - Interni

Il palazzo fu poi acquistato da Arbit Ardoll, un ricchissimo commerciante armeno di diamanti che, dopo pochi mesi, si ritrovò sul lastrico.

Ma è nell’Ottocento che la cattiva fama del palazzo iniziò a delinearsi in maniera sempre più marcata: lo studioso inglese che acquistò l’edificio, Radon Brown, perse tutti i suoi averi e si suicidò nel 1842 all’interno del palazzo insieme al compagno, probabilmente anche a causa dello scandalo causato dal loro legame. Toccò poi a Charles Briggs, un ricco americano che fuggì dall’Italia a causa del suo rapporto omosessuale e si rifugiò in Messico, dove il suo amante si tolse la vita.

Tra il 1899 e il 1901, il poeta francese Henry De Regniér visse da ospite all’interno del Palazzo, fino a quando, a causa di una grave malattia, fu costretto a interrompere i suoi soggiorni veneziani.

Per lungo tempo abbandonata, nel 1964 s’interessò a Ca’ Dario il tenore Mario del Monaco, ma la lasciò stare quando, in viaggio per Venezia per concludere le trattative, fu vittima di un terribile incidente.

Agli inizi degli anni Settanta l’edificio fu acquistato dal conte torinese Filippo Giordano delle Lanze, ucciso poi dall’amante, un marinaio croato di nome Raul Blasich. Il ragazzo fuggì a Londra ma morì anche lui assassinato.

La proprietà passò poi a Cristopher “Kit” Lambert, manager del complesso rock “The Who”, che morì poco tempo dopo a Londra, cadendo dalle scale.

Successivamente comprò Ca’ Dario un uomo d’affari veneziano che subì un pesantissimo tracollo finanziario e vide morire sua sorella, che abitava nel palazzo, in un tragico incidente d’auto.

L’ultima vittima illustre risale a venti anni fa. Si tratta di Raul Gardini, che voleva regalarla alla figlia.

Gardini, dopo una serie di rovesci economici e il coinvolgimento nello scandalo di Tangentopoli, morì il 23 luglio del 1993, in circostanze oscure.

Alla fine degli anni novanta Woody Allen sembrava interessato all’acquisto, ma dopo una serie di episodi negativi nella sua vita affettiva, lasciò perdere.

 Nel 2002, una settimana dopo aver affittato Ca’ Dario per una vacanza, il bassista John Entwistle morì d’infarto.

Varie sono state le ipotesi fatte sulla maledizione che accompagna questa casa.
Alcuni sostengono che il palazzo sia stato costruito su un cimitero di templari. Altri che Ca’ Dario sia influenzata dal talismano che si trova sulla porta d’acqua del palazzo affianco.

Si sono dette molte altre cose, per esempio che Ca’ Dario sia tuttora abitata dai fantasmi dei suoi proprietari.
I veneziani credono a queste storie maledette e si tengono lontani dal palazzo.

Chi c’è stato racconta di aver sentito uno strano senso di inquietudine entrandoci o anche solo guardandolo dall’esterno…


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Ca' Dario

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