Il bianco Soave delle dolci colline venete

Soave - Castello e vignetiCinquanta chilometri tra vigneti, castelli e ville, morbide colline e suoli vulcanici, una storia gloriosa e sapori genuini. E tra tutto ciò spiccano due grandi eccellenze, il castello Scaligero e un vino Doc che porta il nome della sua terra, Soave. A soli 20 chilometri da Verona, la cittadina è Bandiera Arancione del Touring Club Italiano per l’intatta fisionomia di affascinante borgo medievale. Sull’asse formato dalle vie Roma e Camuzzoni (l’antico cardo romano), affaccia la maggior parte dei monumenti: la parrocchiale di S. Lorenzo (1303), il palazzo Cavalli (1411), in stile gotico-veneziano, e il palazzo di Giustizia (1375). Lungo via Camuzzoni si trovano anche importanti edifici nobiliari, tra cui il Palazzo Scaligero che è stato restaurato nel XX secolo e ora è sede del Municipio.

Numerose anche le chiese da visitare a Soave: il Santuario di Santa Maria della Bassanella, la Chiesa parrocchiale dedicata al patrono San Lorenzo, la Chiesa di San Giorgio caratterizzata da un dipinto sulla facciata che rappresenta il santo a cavallo mentre uccide il drago. Inoltre, le chiese di San Rocco, di Santa Maria dei Domenicani e di Sant’Antonio. Su tutto domina il castello (secolo X), rifatto da Scaligeri e Veneziani, intorno al quale è abbracciata Soave: tre cortili cinti da mura circondano l’alta torre centrale, il “mastio”, affiancato dalla casa-abitazione dei signori. A difesa dell’ingresso principale che è munito di ponte levatoio venne costruita la torre di San Giorgio. Al di là del ponte si entra nel primo cortile la cui cinta muraria fu edificata dalla Repubblica di Venezia agli inizi del XV secolo: in questo spazio si scorgono i resti di una chiesetta a tre absidi. Da qui una porta a saracinesca collega al cortile della Madonna, così chiamato per la presenza di un affresco del 1321 che la rappresenta in atto di accogliere sotto il manto alcuni devoti inginocchiati ai suoi piedi. Al terzo cortile si accede per mezzo di una scaletta metallica. La porta è caratterizzata da un archivolto sul quale si leggono ancora, a caratteri gotici, i nomi di uomini, condottieri e soldati a cui era affidata la difesa. Eccovi di fronte al più strenuo baluardo di difesa dell’edificio, il torrione mastio su base granitica a forma piramidale. Molto probabilmente un luogo adibito anche a prigione e locale di tortura, per la sua struttura quadra, altissima, all’epoca d’uso del castello senza porte né finestre.

Visitando il Castello Scaligero si ripercorrono le tracce delle attività quotidiane di un tempo, dalla fabbricazione delle armi alla cottura del pane in cucina. Camminando tra le sue stanze, potrete entrare nella “Casa del Capitano”, abitazione medioevale che ospitava la guarnigione di presidio, e visitare a pianterreno la sala detta del “corpo di guardia”. All’esterno si sale poi la scala per entrare nella sala della “Caminata”, impreziosita da un grande camino e decorata con fine gusto trecentesco e stemmi di famiglie nobili. Da qui si accede al belvedere, il piccolo cortile pensile racchiuso da una cortina merlata a semicerchio dotata di piombatoi e feritoie per le armi. Ad abbellire le altre camere del castello arredi fiabeschi, come letti a baldacchino, mobili riccamente intagliati, candelabri in ferro battuto, credenze di alto valore..

Soave - Borgo Rocca SvevaDopo aver conquistato il castello di Soave, non vi resta che esplorare i profumi e i sapori della sua terra e delle sue cantine, così generosa da aver prodotto un vino bianco Doc, non solo tra i migliori del Veneto ma apprezzato in tutto il mondo. Il turismo enologico ha dato vita a itinerari affascinanti che conducono lungo la Strada del vino Soave (www.stradadelvinosoave.it): un’area ricca di cantine vinicole che si estende dalla zona di produzione storica del Soave Classico tra la cittadina e Monteforte d’Alpone , fino ai comuni di San Martino Buon Albergo, Lavagno, Mezzane di Sotto, Caldiero, Colognola ai Colli, Illasi, Cazzano di Tramigna, Roncà, Montecchia di Crosara, San Giovanni Ilarione e San Bonifacio. Se capitate da queste parti ad aprile, potrete ammirare la straordinaria fioritura dei ciliegi, che colora di bianco a perdita d’occhio il paesaggio collinare. Tutto l’anno invece il palato è stuzzicato dalla genuina produzione di oleifici e caseifici locali, dove si creano abbinamenti gastronomici che esaltano le note pregiate del Soave. Al vino è dedicata anche la Festa medioevale del vino bianco Soave (16-19 maggio 2013), un’incantevole festa d’altri tempi.

Tra i percorsi che attraversano la zona, di recente il Consorzio del Soave (in collaborazione con altre realtà territoriali) ha scelto di recuperare volontariamente il percorso dei Dieci Capitelli: un sentiero costellato da una decina di antiche edicole votive, lungo circa 10 chilometri. Questa passeggiata nel verde e nel silenzio della natura dà la possibilità di vedere capitelli storici come il Val Ponsara, il Val dell’Acqua, il Foscarino, la Bassanella, tutte località di produzione del Soave.

Per informazioni: www.ilsoave.com

Soave - Castello

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