Gubbio, la città del silenzio

Gubbio - Palazzo dei ConsoliQuesta minuscola e austera cittadina di montagna abbracciata dal verde mantiene intatto tutto il suo fascino medievale. Situata sulle pendici boscose del monte Igino e lontana dalle mete più battute dal turismo di massa, Gubbio, resa così affascinante dall’armonia del suo silenzio, è senza dubbio uno dei luoghi da visitare in Umbria.

A darle il nome, Ikuvium, furono gli Umbri venuti dal Nord.

Da vedere a Gubbio c’è il Palazzo dei Consoli, uno tra gli edifici gotici più belli della cittadina. Costruito nel XIV secolo, ospita oggi il Museo Civico e le tavole Eugubine. Queste sette tavole di bronzo che risalgono al periodo tra il III e il I secolo a.C. sono considerate il documento magico-religioso più importante di tutta l’antichità classica.

Sono la testimonianza che il popolo, organizzato in tribù, eleggeva direttamente i governanti e su tutti regnava un pantheon di dei. Gli aurispici ne interpretavano le indicazioni attraverso il volo degli uccelli.

Gli Umbri, che erano ottimi costruttori, utilizzavano caratteristiche pietre calcaree di forma poligonale. A Gubbio queste pietre sono ancora ben visibili nell’arco di San Marziale, nella Chiesa di San Andrea e anche sui muri della chiesa di San Pietro e della Porta degli Ortacci.

Forse è questo nucleo originario così solido e compatto il motivo per cui i Romani non invasero Gubbio e s’insediarono al di fuori della cinta umbra, vicino alla Gola del Bottaccione.

Questo è un luogo unico al mondo, non solo per la spettacolare bellezza del suo panorama ma anche perché qui è stata trovata la prova dell’estinzione dei dinosauri. L’affascinante teoria è stata elaborata dal geologo Walter Alvarez quando arrivò a Gubbio verso la metà degli anni 70 e scoprì, del tutto casualmente, che i fossili della zona contenevano tracce di iridio, un elemento comune nei frammenti di asteroidi extraterrestri. Il geologo ipotizzò che, dato che le rocce del Bottaccione hanno 65 milioni di anni, epoca in cui si sarebbero estinti i dinosauri, proprio in quel periodo un grosso meteorite fosse caduto sulla terra provocando alterazioni climatiche che avrebbero poi causato la scomparsa di questi animali preistorici.

Un’altra affascinante storia su Gubbio è quella legata al Monte Eletto che gli eugubini chiamano Monte Igino.

Qui, sulla rocca che li ha protetti e salvaguardati nei secoli c’è la basilica dedicata a Ubaldo Baldassini, il patrono della città, noto anche come il Santo Costruttore, l’Esorcista e il Taumaturgo. Si racconta che il Santo Patrono sia stato l’artefice della ricostruzione di Gubbio, dopo che il terribile incendio del 1127 la distrusse in un unico giorno.

St. Giorgio Ceraioli run as they carry their candle during the Corsa dei Ceri in GubbioPare che Ubaldo Baldassini parlasse la lingua segreta dei maestri costruttori di cattedrali, l’argotico, e grazie a questa conoscenza fosse riuscito a rivolgersi ai benedettini, custodi delle leggi sull’edificazione.

Gubbio fu così ricostruita con la pietra dell’Appennino e riuscì a difendersi da Perugia e anche dal Barbarossa. Ubaldo morì nel 1160 e fu fatto Santo nel 1192.

Nell’anniversario della sua morte, il 15 maggio, si celebra ogni anno la Festa dei Ceri di Gubbio.

Durante questa festa popolare, i “ceraioli”, i rappresentanti delle antiche corporazioni, si riuniscono in squadre per portare in spalla tre enormi Ceri Neri. La corsa sfrenata inizia nel quartiere di San Marino, il punto più basso della città, per culminare nel punto più alto, quel Monte Eletto dove si trova la basilica del Santo che ne conserva il corpo.


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