Matera e la magia dei suoi Sassi

Matera - I sassi

“Palestina? No, Basilicata”. E sullo sfondo, una magnifica fotografia dei Sassi di Matera in notturno. Qualche anno fa, questo fu uno degli slogan di una campagna pubblicitaria sulla Basilicata. Una bella trovata per dire che la varietà dei paesaggi e degli itinerari da visitare in questa terra ricorda molto quella di altri luoghi noti sparsi per il mondo, dal Gran Canyon al Giappone.

E questo è proprio vero. Tra le località lucane da vedere, Matera, in particolare, raccoglie substrati di storie e culture che risalgono al Paleolitico, alla Magna Grecia, ai Longobardi, Normanni, ai Bizantini e ai Saraceni; ma anche ai serbo-croati e agli albanesi in fuga dai Turchi nel ‘500. Situata al confine tra l’altopiano delle Murge (divenuto Parco Regionale Archeologico Storico Naturale delle Chiese rupestri del Materano) a est, e la fossa Bradanica a ovest, solcata dal fiume Bradano, Matera è tutto: arte, culto e cultura, luce e natura.

Patrimonio Unesco da vent’anni, i Sassi, con le cisterne e i sistemi di raccolta delle acque, sono lo scenario per eccellenza di questa cittadella arroccata a 401 metri sopra il livello del mare: il simbolo più profondo dei suoi retaggi culturali e il più conosciuto nel mondo. Ben incastrati nelle geometrie e striature delle rocce, i Sassi di Matera, antichi insediamenti rupestri nati nell’Alto Medioevo, sono stati scavati nella calcarenite a ridosso di un profondo burrone, la Gravina, e dell’omonimo torrente che divide i rioni più antichi della città: il Sasso Caveoso e il Barisano.

Matera - Immagine panoramicaFurono i monaci benedettini e quelli greci ad abitare le grotte, già utilizzate dall’uomo preistorico. Poi, fu la volta dei contadini, che dovettero abbandonarle con una legge del 1952, mentre tra la fine anni ’80 e l’inizio dei ’90 avvenne il recupero come patrimonio culturale.

Sui Sassi domina, arroccata sul ciglio della Gravina, l’aristocratica Civita, nucleo originario dell’antica città e centro del potere politico-amministrativo. Qui si erge la Cattedrale, facciata in stile romanico-pugliese, e cenni di barocco all’interno. Dedicata al culto della Madonna della Bruna – protettrice della città che si festeggia ogni 2 luglio con un’imponente festa durante la quale ci si contende “lo straccio” – conserva il celeberrimo presepe in pietra che Altobello Persio e suo figlio Giulio realizzarono nel lontano 1534. E tutto intorno a questo suggestivo paesaggio, si disseminano sperdute dimore e luoghi di culto scavati nella roccia dalle prime comunità monacali. Sono le oltre 150 chiese rupestri. Affrescate con immagini sacre, rappresentano straordinari esempi di sintesi tra arte bizantina e occidentale.

Set cinematografico a cielo aperto, Matera, sin dal 1949, è stata location di circa 30 produzioni tra cui “Il Vangelo secondo Matteo” di Pasolini, “Cristo si è fermato ad Eboli” di Francesco Rosi e il successo mondiale di Mel Gibson “The Passion”. Il ricco cartellone di eventi – tra cui degne di nota sono le rappresentazioni sacre nel periodo pre-pasquale della Passione di Cristo – attira ogni anno, nel Materano, turisti da tutto il mondo. Il tipico pane di Matera, diventato IGP (Indicazione Geografica Protetta), con la forma a cornetto e la proverbiale cottura in forno a legna, ereditata dal ‘500, ne è il trait d’union.


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