Padova la dotta, gemma di bellezza e sapienza

Situata tra il fiume Brenta a nord e il Bacchiglione a sud, Padova è culla di monumenti e opere di pregio mondiale. Ponti e corsi d’acqua sono un incanto e ben si inseriscono nella cornice del centro storico. I porticati di Palazzo del Bo’ (l’Università), la loggia della Regione, la Sinagoga dell’antico ghetto, la convivialità dello storico Caffè Pedrocchi e di Piazza dei Signori, i colori dei tanti mercati, dei giardini e dell’arte di un rinomato splendore rinascimentale sono solo alcune delle cose da vedere in città.

Orto botanico a Padova

Vissuta spesso all’ombra della vicina Venezia, nel corso della storia, Padova ha saputo beneficiare della sua centralità geografica diventando prima importante città dell’Italia romana, poi fiorente cittadella medievale grazie anche all’illuminata signoria dei Da Carrara. Vicino l’immensa Prato della Valle, tra le piazze più grandi d’Europa, spicca l’Orto Botanico dell’Università di Padova: 22 mila metri quadri di area, oltre 6 mila piante coltivate, e un grande primato. E’ il più antico Orto Botanico universitario ancora esistente. Dal 1997 è patrimonio dell’Unesco perché all’origine di tutti gli orti botanici del mondo e perché rappresenta la culla della scienza, degli scambi scientifici e della comprensione delle relazioni tra la natura e la cultura. Ha largamente contribuito, inoltre, al progresso di numerose discipline scientifiche moderne, in particolare la botanica, la medicina, la chimica, l’ecologia e la farmacia”. Fu fondato nel 1545 per la coltivazione di piante medicinali indigene ed esotiche a fini didattici e scientifici. A tutt’oggi funge da modello per istituzioni di tutto il mondo (oltre ottocento) che intrattengono scambi di semi, piante e materiale scientifico, e gode di una fitta rete di relazioni internazionali per le sue attività di ricerca. Tra le piante introdotte in Italia grazie all’Orto Botanico ci sono la patata, il girasole, il gelsomino, il Ginkgo Biloba, la magnolia e l’acacia. La Palma di S.Pietro è la pianta più antica dell’Orto con oltre quattro secoli di vita (1585). E’ meglio conosciuta come Palma di Goethe per aver ispirato il filosofo tedesco nella stesura di “La metamorfosi delle piante” durante la sua visita a Padova nel 1786.

canstockphoto8224470Quanto ad altri primati, uno dei luoghi più visitati della città è la Basilica del Santo, o più comunemente “il Santo”, che conserva le reliquie di S.Antonio, morto a Padova nel 1231.  Costruita un anno dopo la morte del frate francescano di Lisbona, la Basilica, a croce latina con transetto largo e tre navate, è un connubio di stili. La facciata con mattoni a vista è romanico-lombardo, le cupole bizantine, i campanili rievocano l’arte islamica per la loro forma a minareto, gli archi sono gotici, e la Cappella del Tesoro è di architettura barocca. All’interno meritano particolare attenzione gli affreschi di Altichiero e le statue di bronzo di Donatello, che risplendono accanto alla magnificenza della tomba dorata del Santo. Sulla piazza, davanti alla Basilica e al Convento Francescano, c’è il Gattamelata. Spesso “oscurata” dall’imponenza del Santo, questa è un’altra illustre scultura del Donatello del primo Rinascimento che raffigura il noto generale veneziano del XV secolo. Per il livello artistico e la loro suggestione pittorica, gli affreschi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni, realizzati tra il 1303 e 1305, sono sicuramente il fiore all’occhiello di Padova e un capolavoro italiano di arte gotico-rinascimentale. Situata nel Giardino dell’Arena, la Cappella prende il nome dal proprietario, il mercante Enrico degli Scrovegni che, per espiare i peccati del padre usuraio, Reginaldo, commissionò al maestro toscano la decorazione degli interni e a Giovanni Pisano le sculture. Sotto una volta blu trapunta di stelle, lungo le pareti, Giotto narra le storie della Madonna e di Cristo in un equilibrio di forme, linee, luce e poesia che diventano dramma umano nella quotidianità del suo tempo e culminano nel Giudizio Universale sul portale di ingresso. Per garantire l’incolumità degli affreschi, da oltre un secolo, la Cappella è stata spesso restaurata e oggi è costantemente monitorata, visto anche l’enorme flusso di visitatori. L’accesso, infatti, è solo su prenotazione. Merita una visita anche la Villa dei Vescovi a Luvigliano di Torreglia. A pochi chilometri da Padova, quest’opera del Cinquecento con gli affreschi del fiammingo Lamberto Sustris rappresenta una perfetta armonia tra architettura e paesaggio.

Padova è bella da visitare anche attraverso le sue vie navigabili. Una volta in città ci si spostava sulle tipiche imbarcazioni venete come gondole, burci, sandoli e mascarete. Ancora oggi si può rivivere questa esperienza per conoscere le sue bellezze artistiche, le ville nobiliari e i castelli d’epoca medievale attraverso un itinerario più romantico. La navigazione nel cuore della città prevede un percorso con imbarco alle Porte Contarine, ispirate al modello di Leonardo da Vinci. Si costeggiano le antiche mura rinascimentali veneziane, passando dal monumentale Bastione Castelnuovo con la sua porta d’acqua, fino al Portello. Quest’ultimo era l’antico porto fluviale di Padova, punto di attracco per tutti i battelli che collegavano la città alla laguna di Venezia. Porta Portello risalta con il monumentale portale in pietra d’Istria e la sua bella scalinata cinquecentesca dipinta su tela anche dal Canaletto. Durante il tragitto si oltrepassa la cittadella universitaria e si ammira l’ex Macello, edificato nell’Ottocento dallo Jappelli. Poco distante si trovano i giardini dell’Arena Romana, che racchiudono la preziosa Cappella degli Scrovegni e poco distante anche la Chiesa degli Eremitani. Se poi volete proprio esagerare, non perdetevi le escursioni notturne al chiaro di luna.

Cappella degli Scrovegni di Giotto

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