Chiostri e giardini nascosti: la bell’anima di Milano

Milano non si ama in un giorno. Pazienza e curiosità sono indispensabili per scoprirne le bellezze più autentiche. A chi la sa comprendere, l’indaffarata città della moda e degli affari riserva piacevoli sorprese fatte di silenzio e armonia, che si nascondono dietro mura e portoni. Chiostri, giardini e cortili sono tesori milanesi in cui giochi di luci e ombre creano contrasti suggestivi. I chiostri dei conventi e dei monasteri antichi, i cortili delle lussuose dimore patrizie formano un itinerario alternativo per scoprire “l’altra Milano”, oasi di pace e meraviglia.

All’ombra della Madonnina, troviamo infatti spettacolari scenari naturali e architettonici come i chiostri di San Simpliciano o di San Barnaba, quello di Sant’Ambrogio e dell’Università Cattolica, i cortili del Palazzo delle Stelline e del Museo della Scienza e della Tecnologia.. Dei chiostri degli antichi monasteri e conventi, che fino al XVIII secolo erano oltre settanta, oggi ne restano poco meno di venti.

Fontana del chiostro di Santa Maria Delle GrazieIl più minuscolo aperto al pubblico, è quello della basilica di Santa Maria delle Grazie, con ingresso da via Caradosso. Una piccola opera d’arte, adiacente al più esteso chiostro bramantesco con al centro una fontana circolare e, intorno, vialetti tra siepi di bosso. Quasi di fronte, in corso Magenta, altri due cortili storici impreziosiscono il Palazzo delle ex Stelline, ricavato da un antico monastero delle Suore Benedettine di Santa Maria alla Stella e nel 1578 trasformato da San Carlo in “ospedale dei poveri, mendicanti, e vergognosi”.

Proseguendo ancora per corso Magenta si incontra uno dei due chiostri del monastero di San Maurizio. Quello che una volta fu il convento femminile dell’ordine benedettino forse più antico di Milano, oggi è diventato il cortile del Civico museo archeologico. Lo riconoscete dal perimetro di pini mughi e magnolie giapponesi. Sono aperti al pubblico anche i due grandi chiostri, oggi appartenenti al Museo della Scienza e della Tecnologia, con resti di mura romane che dall’anno 1057 furono luoghi di meditazione per i Monaci Olivetani del convento di San Vittore al Corpo, nell’omonima via.

Chiostro di San SimplicianoPoco nota anche ai milanesi è la bellezza dei cortili nascosti di San Simpliciano, in via Cavalieri del Santo Sepolcro 3 a fianco dell’omonima Basilica. Qui c’era una volta un monastero benedettino, diventato poi sede della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale.  Merita in modo particolare il Chiostro Grande (via dei Chiostri 2), sede della Facoltà teologica dell’Italia settentrionale. Pare che nessuno abbia rose più belle di quelle che si trovano qui.

Altra meraviglia “segreta” da visitare a Milano sono i Chiostri di San Barnaba (via San Barnaba 48), oggi forse più conosciuti come sede della Società Umanitaria. Siamo in un ex convento francescano del Quattrocento che copre uno spazio di quasi 9mila metri quadrati. Una autentica perla del patrimonio architettonico rinascimentale, a pochi passi dalla Rotonda della Besana, dalla biblioteca Sormani e da Piazza del Duomo. I Chiostri sono quattro: quello delle Statue è il primo che si incontra entrando dal lungo vialetto d’ingresso di via San Barnaba e si distingue per la pedana in legno al centro del giardino e le due magnolie rigogliose, oltre che per la statua dei primi del secolo (da cui prende il nome) alle spalle della piccola fontana. Il Chiostro dei Pesci è il più ampio ed è caratterizzato da una vasca di pietra, presente già ai tempi del convento, in cui vivono dei pesci e da un immenso faggio piangente. Ci sono poi il più piccolo, il Chiostro delle Memorie, e il più particolare: il Chiostro dei Glicini che ha una pavimentazione in pietra ed emana pura poesia grazie ai glicini che si arrampicano sulle colonne del porticato e circondano tutta la parte interna del chiostro. Proprio per la loro atmosfera e suggestione, oggi i Chiostri ospitano un ristorante-caffè e sono utilizzati come location per eventi.

Chiostro di San Barnaba

Tra le cose da vedere a Milano, non perdetevi i giardini di due ville verdeggianti: la più sorprendente è Villa Invernizzi, nelle vicinanze di Palestro in via Cappuccini. Nel suo grande cortile vivono in libertà decine di fenicotteri rosa, uno spettacolo della natura nel centro della città. Nella stessa zona, Villa Necchi è un’altra splendida residenza degli anni Trenta, oggi è un bene del Fai (Fondo Ambiente Italiano), con tanto di orto e alberi da frutta, tappeti di rose, mughetti e una magnolia secolare. Un quadretto di Milano bucolica, quasi da non credere.


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Chiostro di Santa Maria delle Grazie (2)

Villa Necchi a Milano

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