Sul podio della natura, la rocca rinascimentale di San Leo

Forte di San Leo

Un paese sulla roccia come sospeso nell’aria, un colpo d’occhio sorprendente. Siamo in Emilia Romagna nell’entroterra di Rimini, Valmarecchia, a San Leo. Un piccolo paese di poco più di tremila anime che domina San Marino e il fiume Marecchia. Ne è cittadino onorario dal 2011 Umberto Eco che del paese ha detto: “La città più bella d’Italia? San Leo: una rocca e due chiese”. Da qui sono passati le più celebri figure della storia, della religione e della letteratura italiana, da San Francesco a Dante.

Il borgo, classificato tra i più belli d’Italia e Bandiera Arancione del Touring Club dal 2004, è accessibile per una sola strada che è tagliata nella roccia. In cima si erge l’inespugnabile castello di San Leo. Alzate gli occhi e ammirate la sua imponenza, con una lieve sensazione di soggezione: siete di fronte a una fortezza naturale trasportata nel Miocene dal Tirreno verso l’Adriatico. Contesa nella storia da più civiltà, la rocca fu scalata nel 1441 dal giovane conte Federico da Montefeltro che affidò poi all’architetto e ingegnere senese Francesco di Giorgio Martini il compito di ridisegnare il masso e adattarlo alle esigenze della guerra. In tempi successivi il forte fu conteso dalle famiglie nobili dei dintorni, finché nel 1631 fu adibito a carcere.  E oggi il castello di San Leo è tornato a essere uno splendido tesoro architettonico di arte militare, con le sue eleganti linee rinascimentali ripulite dalle sovrastrutture ottocentesche. Dall’alto del forte si può godere di una vista colma di effetti speciali che abbinano il mare ai monti, i boschi, picchi rocciosi e calanchi. E più in basso il piccolo borgo, raccolto e disteso su un lastricato di pietra con l’alternarsi di minuscoli abitati, luci e stradine dove il tempo scorre a un ritmo dolce e confortevole.

Altri monumenti da visitare a San Leo sono le due chiese, il Duomo e la Pieve. Il primo, noto anche come cattedrale di San Leone, è il più alto esempio di architettura medievale conservato nel Montefeltro. Presenta singolari e importanti testimonianze di stile romanico-lombardo nell’attuale struttura che ingloba i resti delle prima costruzione risalente al VII secolo. Al suo interno ci sono numerose opere scultoree e incisioni di emblemi enigmatici. L’ingresso è laterale e sormontato dai due busti scolpiti di San Leone e San Valentino. Centrale invece è il portale della Pieve dell’Assunta, il più antico monumento religioso di San Leo e di tutto il Montefeltro, ma anche uno dei tesori medioevali più affascinanti dell’Italia centrale. Prima di vederla dal vivo, potete immaginare la Pieve come una nave incagliata su uno scoglio, una nave di pietra ancorata alla roccia che la sostiene e nella quale prende forma. La pianta basilicale è a tre navate.

San Leo ha dunque un’anima storica e artistica, che non disdegna i piaceri del palato. Tra i prodotti tipici del borgo, potrete assaporare il formaggio alle foglie di noce, il miele locale, il balsamo di Cagliostro che è un digestivo a base di liquirizia e la spianata, immancabile nella cucina romagnola. Se volete apprezzare il piatto di San Leo, ricordatevi di ordinate il coniglio al finocchio selvatico.

Per chi si ferma qualche giorno in Emilia Romagna, risalendo verso Forlì una proposta culturale da non perdere è la mostra Novecento. L’arte fra le due guerre, fino al 16 giugno.

Castello di San Leo

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