Nel regno delle bollicine, le Cantine di Canelli

Cantine di Canelli

Cattedrali del vino dall’architettura suggestiva sono custodite nel sottosuolo del Piemonte, tra Asti e Alba. Un fascino talmente eccezionale che l’Unesco ha deciso di inserirle nel patrimonio mondiale dell’umanità. Si tratta delle Cantine di Canelli, dove si respira il profumo della storia e la passione di contadini e viticultori per la produzione di un prodotto d’eccellenza. Siamo in una delle zone più prestigiose per la sua vocazione enogastronomica, a metà tra le Langhe e il Monferrato. Le cantine del comune di Canelli formano un reticolo che si estende per chilometri. Sono state scavate dal ‘600 in poi nel tufo calcareo, perfetto isolante termico naturale capace di mantenere costante la temperatura di 12-14 gradi, ideale per la lavorazione e l’affinamento di grandi vini.

La ricerca della qualità contraddistingue da subito la produzione enologica delle cantine. Qui nel 1865 nasce la primogenita dello spumante Gancia, lo storico marchio Made in Italy delle bollicine. Gancia si convinse che il suolo piemontese fosse ottimale per la coltivazione di uve da spumante e diede inizio a un appassionante periodo di lavoro e sperimentazioni con Pinot nero e Chardonnay. Le sue cantine appunto fanno parte del ricco tesoro di Canelli. Al loro interno si possono ammirare pupitre storiche con millesimati particolari di lunga maturazione e barriques di rovere francese dove matura il vino base per la preparazione della cuvée. Qui si trovano anche le bottiglie in fermentazione “sur lattes”, cioè le bottiglie tenute in posizione orizzontale durante la presa di spuma. Le “lattes” sono i caratteristici listelli di legno, spessi un centimetro, larghi 3-4 e lunghi 30-50, che servono per puntellare le cataste di bottiglie.

Un’oasi per gli amanti del vino ma anche dell’architettura, le cantine di oltre 600 metri quadrati sono sorrette da volte in mattoni a botte o a vela, a una o più navate o su diversi livelli. La perla delle cantine Gancia a Canelli è il caveau: uno scrigno di inizio Ottocento, dove riposano bottiglie storiche e di particolari vendemmie o millesimi. Al turista che visita l’Infernotto, questo il nome dell’inestimabile cantina, non sfuggirà l’archivio fotografico con il documento della visita del Re Umberto di Savoia, i contratti storici della famiglia, come la concessione della proprietà del marchio Vodka Romanoff firmato dal Principe Dimitri, discendente dello Zar di Russia; gli antichi libri contabili e le testimonianze di personaggi famosi che hanno degustato il vino qui prodotto.

E chi sceglie di passare la notte nell’area di Canelli, può lasciarsi andare nelle braccia della letteratura: a Santo Stefano Belbo, dove si trova la Locanda Gancia, nacque Cesare Pavese che qui trasse ispirazione per le pagine più celebri dei suoi romanzi. In questa zona avviene il primo passaggio di trasformazione dall’uva al vino. Da non perdere qui presso la Locanda la grande di copertura della stazione di pesa e pigiatura realizzata nel 1989 dall’architetto Tobia Scarpa. Fatta in rame con tagli verticale, questa grande costruzione cambia colore a seconda della luce del giorno, per integrarsi con armonia nel paesaggio e accordarsi alle tonalità intense e morbide allo stesso tempo delle colline che la circondano.

Cantina sociale di Canelli

Altre cattedrali del vino a Canelli sono quelle dei Coppo, che risalgono al 1892; le cantine Bosca e le cantine Contratto, casa vinicola che è stata fornitore personale del Vaticano e della famiglia reale italiana. Il sapore gustoso della storia si sprigiona inoltre dall’Antica cantina sociale di Canelli, nata nel 1933 come Cantina Cooperativa di Canelli dalla volontà di un piccolo gruppo di viticultori intenzionati a dare impulso a forme razionali per la conduzione dei vigneti, la vinificazione e la commercializzazione dei prodotti. La Cantina negli anni ha costituito una vera e propria Civiltà del Moscato. Insieme allo spumante, anche la produzione d’eccellenza di questo vino dal profumo caratteristico, fresco e fragrante dell’uva Moscato, ha portato a Canelli il prestigioso riconoscimento dell’Unesco.

Anche se la grande ricchezza di Canelli è nel sottosuolo, non passa inosservato il centro storico che si aggrappa alla collina e si suddivide nei due rioni del Borgo e di Villanuova, con scorci mozzafiato e strade panoramiche. C’è anche un castello, oggi di proprietà della famiglia Gancia, riemerso verso la metà del seicento dalle ceneri dell’imponente maniero medievale distrutto nel 1617 durante la guerra contro il Monferrato.

Paesaggio del Comune di  Neive (CN)Chi è in zona può completare il suo tour enologico di degustazione tra vigne e cantine a Neive, un caratteristico borgo appoggiato sulle colline in provincia di Cuneo.

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RSM_aerea_2Relais San Maurizio – Località San Maurizio 39, Santo Stefano Belbo (CN)

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