Renzo Buttazzo: la passione scolpita nella pietra leccese


Renzo Buttazzo, complementoPrima conosci il respiro della pietra, poi la puoi ascoltare. E’ questa la massima di Renzo Buttazzo, artigiano scultore pugliese della pietra leccese (leccisu in dialetto salentino) che usa le mani per creare tutto ciò la sua anima ha visto e ascoltato, accompagnato dal rumore del vento.

Il suo laboratorio-abitazione è immerso nella campagna dell’entroterra leccese, a Cavallino. Qui ogni giorno dal 1986 prendono vita le opere che lo scultore disegna e realizza supportato dalla manualità dei suoi assistenti e dall’armonia della natura circostante. Il suo è stato un lungo percorso di studio attento del materiale e della forma naturale, di sperimentazione dedicata all’anima della pietra e al suo pulsare primitivo. La sua forma espressiva è all’insegna della libertà, indipendente dalla cultura puramente accademica e conservatrice.

Linee circolari, onde sinuose, forme organiche, rotondità carezzevoli, sono gli elementi che si rincorrono nelle forme di Renzo Buttazzo: lampade, fermalibri, portacandele, sedute, contenitori.. capolavori che compongono la collezione “Petre”. Gli oggetti si trasformano in opere d’arte lavorate esclusivamente a mano con l’aiuto di attrezzi, in alcuni casi realizzati da Buttazzo, a partire dalla pietra leccese. Un simbolo della terra salentina, sul quale apriamo una parentesi: la pietra locale si caratterizza per la sua malleabilità, dovuta alla presenza di argilla nella sua composizione, e facilità di lavorazione. Basti pensare che si lascia incidere bene come il legno. Sono numerose le ricchezze artistiche e architettoniche della Lecce barocca realizzate con questa risorsa naturale: i fregi, i capitelli, i pinnacoli e i rosoni che decorano molti dei palazzi e delle chiese di come il palazzo dei Celestini e l’adiacente Chiesa di Santa Croce, la Chiesa di Santa Chiara e il Duomo. Anche a Otranto e dintorni si ritrovano dolmen, menhir, statue e costruzioni fabbricati in leccisu.

Renzo Buttazzo, luci nella notteDalla pietra lavorata da Buttazzo si liberano oggetti a metà tra desgin e scultura che si animano diventando pezzi unici in cui primeggia l’essenzialità della materia unita alla morbidezza delle forme.  “Petre” è anche il nome dello showroom a Lecce, nato come “spazio delle sensazioni” dalle menti di Renzo Buttazzo e della sua compagna e artista Lara Bobbio con l’obiettivo di creare un percorso di benessere psicofisico. Lo spazio espositivo è anche un centro di ricerca e innovazione, dove è molto sottile il confine tra design e arte e gli oggetti brillano di per sé anche slegati dalla loro funzionalità. E molto stretto è infatti il legame di Renzo Buttazzo con il design: numerose le sue partecipazioni al Salone Internazionale del Mobile di Milano, e le collaborazioni con prestigiosi nomi di questo mondo, da Armani a Poltrone Frau. Nel 2001 viene anche nominato cavaliere della Repubblica dal presidente della Repubblica Ciampi.

Buttazzo è in più un maestro dal quale imparare un’arte senza tempo, dal valore inestimabile perché conserva la ricchezza della terra pugliese. Grazie a lui è nato per esempio l’incontro con la scultura e l’amore per la lavorazione della pietra leccese del giovane Gabriele Pici, 33 anni, artigiano di Lecce . Proprio nel laboratorio artigianale di Renzo Buttazzo, Pici ha appreso l’arte della pietra leccese, maneggiando scalpello e martello per “dare vita a delle forme che nascono nella mia mente e che, una volta completate e quindi trasformate in sculture, rispecchiano sempre l’idea di partenza. E nel prendere un blocco di pietra inerme e informe, e modificarlo con le mie mani e la mia forza si sprigiona una magia speciale.”

Renzo Buttazzo:

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