Carmina Campus, la moda etica nasce a Roma e vola in Africa



Collezione Carmina Campus

Africa e Italia non sono mondi poi così lontani. Lo ha dimostrato Ilaria Venturini  Fendi che, nell’ambito di Carmina Campus, brand di creazioni artigianali made in Italy realizzate con materiali di riuso, ha fatto confluire anche il suo impegno per l’Africa.

Ilaria è figlia e sorella d’arte: la madre è Anna, una delle cinque figlie di Edoardo e Adele che, nel 1925, aprirono a Roma un negozio di borse e pellicceria con laboratorio diventato poi una delle maggiori griffe del made in Italy; la sorella Silvia è direttore creativo degli accessori donna e delle collezioni uomo della maison. Grazie all’esperienza acquisita durante il lungo periodo passato nell’azienda di famiglia e la grande sensibilità verso le cause ecologiche e umanitarie, Ilaria Fendi Venturini ha dato vita a una collezione di borse e accessori che hanno un alto valore aggiunto. Con l’intento di creare senza distruggere, Carmina Campus abbina pezzi di pvc, copertoni di camion, tubi di plastica e scarti di ferramenta a tecniche di lavorazione di lusso.

Ogni borsa è identificata da un numero di serie scritto a mano su un cartellino dove, oltre ai materiali, sono riportate anche le ore di lavorazione. Per i modelli più costosi sono necessarie anche 7-8 ore e il risultato finale è un oggetto con rifiniture di pregio, unico, ricercatissimo e perché no, anche divertente.

In collaborazione con l’agenzia Onu International Trade Centre (ITC) che combatte la povertà attraverso la creazione di opportunità di lavoro in Africa, il brand ha avviato progetti di utilità sociale che hanno l’obiettivo di formare microimprenditrici, favorire l’istruzione e l’assistenza sanitaria.

Ilaria Fendi Venturini

Facendo propria la filosofia dell’ITC, NOT CHARITY JUST WORK, Ilaria Fendi Venturini ha dato vita all’Ethical Fashion Initiative. Il progetto ha visto il coinvolgimento di alcuni artigiani collaboratori dell’azienda che hanno trasmesso il loro know-how alle comunità locali attraverso un’attività di training sul posto. Per realizzare le borse di questa linea 100% made in Africa sono stati usati ritagli di stoffe tradizionali come gli “shukas”, i drappi masai con disegno tartan, mescolati ai cotoni stampati e  come i “khangas”, oltre ad altri tessuti di seconda mano abbinati a vari materiali.

Negli anni la collezione Carmina Campus prodotta in Italia si è arricchita di nuovi materiali. Così interruttori vengono trasformati in scintillanti Switch Bag e tappi di bottiglie diventano chiusure per le Pyramid Bag, le borse reversibili realizzate con un intarsio di piccoli pezzi di pelle lavorati a piramide. E poi ci sono anche vecchie cartelle colori, che prendono la forma di morbide Soft Bag.

Il marchio Carmina Campus non è solo borse ma anche mobili, complementi d’arredo e gioielli, tutti articoli realizzati con la stessa filosofia. Ilaria Fendi Venturini li vende in negozi come Corso Como a Milano e negli store Takashimaya in Giappone e Linda Dresner negli Stati Uniti. E soprattutto nel primo punto vendita, battezzato RE(f)USE, aperto a Roma nel 2008, dove è stata acquistata anche la borsa con la frase “Femmes relevants Les defies” (Le donne affrontano le sfide) donata a Michelle Obama in occasione di una delle sue visite ufficiali in Italia.

RE(f)USE:

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Unable to load the Are You a Human PlayThru™. Please contact the site owner to report the problem.