Brunello Cucinelli, un filo raffinato che si avvolge nella cultura

Brunello Cucinelli

Il dolce colle di Solomeo in Umbria è la culla della filosofia e della preziosa produzione di cashmere di Brunello Cucinelli. Un’oasi di valori umanistici ai quali si ispira la cultura dell’azienda, immersa in un alone di bellezza proveniente dal territorio circostante.

Il prestigioso marchio della maison italiana è oggi sinonimo di lusso esclusivo in tutto il mondo, con capi di abbigliamento e accessori casual-chic. Il successo arriva con l’esperienza, la passione e la competenza del suo fondatore che si lancia in questa avventura nel 1978 a Perugia, dove la maglieria è un’attività produttiva già affermata. L’impresa ha successo e l’esigenza di rinnovarsi e dare nuova linfa allo sviluppo del marchio spinge Cucinelli a fare il salto di qualità specializzandosi in un unico prodotto, ma scegliendo la strada più tortuosa: il cashmere.

La materia è sofisticata e ultraspecializzata. Per la produzione del cashmere si utilizza, di tutto il vello, solo il pelo di una limitatissima area sotto la gola della capra. La curiosità è straordinaria: pare che questi animali abbiano sviluppato sotto il pelo esterno, più lungo e  resistente, un sottomanto composto di migliaia di fibre morbidissime e finissime concentrate in una piccola superficie, per sopravvivere in un habitat ostile caratterizzato da climi molto freddi e ventosi o, al contrario, da estati torride. Il soffice filo arriva in Italia per la lavorazione dagli allevamenti di capre “hircus” tra l’Afghanistan, l’India, la Cina e la Mongolia. Una volta l’anno, quando le temperature sono più miti, i pastori prelevano il sottovello mediante un delicato procedimento di pettinatura, del tutto innocuo per gli animali. Da ogni capra si ottengono circa 250 grammi di sottomanto l’anno. La lavorazione poi avviene nei laboratori di Brunello Cucinelli a Solomeo. Qui il cashmere è interpretato con una cura ed esecuzione minuziosa in ogni nota cromatica. Le cuciture sono fatte a mano una ad una come un tempo, sulla scia degli opifici monastici medievali, per dar vita a collezioni bespoke, esclusive e su misura.

Altrettanto speciale è la storia del borgo alle porte di Perugia, dove Cucinelli nel 1985 acquista il castello trecentesco e, dopo due anni di restauri, vi trasferisce l’azienda in modo definitivo per realizzare il sogno di un modello di impresa umanistica. Per gli appassionati di storia e architettura, il borgo per come era e per come è stato trasformato oggi, è un paese dei balocchi. Edificato tra la fine del XII secolo e la prima metà del XIII, si sviluppa su un precedente complesso rurale, chiamato Villa Solomei e situato in prossimità della strada che nel Medioevo collegava Perugia a Castiglion del Lago e a Chiusi. Il nucleo, di proporzioni minuscole nel 1361, viene successivamente fortificato con la costruzione dell’attuale castello.

Cucinelli rimane folgorato da questi edifici antichi, dal territorio, dai boschi sempreverdi, dall’antica villa Antinori, e decide di ridare vita e vivacità al borgo di Solomeo con l’attività della sua azienda, convincendo il proprietario che il suo affetto per quel luogo non fosse minore e trattando quel cuore antico con rispettoso amore. Così la spiritualità del borgo di Solomeo è stata conservata e rilanciata attraverso la costruzione del nuovo Foro delle Arti, inaugurato nel 2008, dove ci si può incontrare e meditare tra giardini e alberi ombrosi, di fronte a un teatro e ad un anfiteatro all’aperto. Di eccezionale eleganza e proporzione è l’architettura del teatro, ispirato agli impianti tardo rinascimentali di Sabbioneta e di Parma (Farnese). Il grande Anfiteatro è stato pensato invece per manifestazioni culturali e rappresentazioni all’aperto. E poi il fabbricato restaurato dell’Accademia Neoumanistica, sede formativa di giovani che desiderano apprendere le conoscenze per un “Più grande artigianato”, l’Accademia, la Biblioteca e il Giardino dei Filosofi.

Da questa aspirazione verso un moderno umanesimo artigianale, dove la qualità della vita è importante almeno quanto quella del prodotto, di recente è stata creata la Fondazione Brunello Cucinelli che ha come primo obiettivo il recupero dell’autenticità della prassi quotidiana tra lavoro, famiglia e ricreazione. La Fondazione fa da cappello all’attività umanistica, formativa e sociale delle strutture poliedriche che popolano il borgo.

Fondazione Brunello Cucinelli:

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